Cassazione Penale, Sentenza n. 10873/2024 del 14/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Torino che aveva confermato la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale (capo B) in relazione alla cessione di due rami d'azienda della UNION SECURITY GROUP Srl. (poi CIARLI Srl.) alla UNION DELTA Srl., nonché per bancarotta fraudolenta patrimoniale in qualità di concorrente extraneus (capo L2) con riferimento alla cessione di un ramo d'azienda della AL UNION SECURITY Srl. Il ricorso di cassazione deduce: (i) vizio di motivazione apparente sulla qualifica di amministratore di fatto imputata a Runci e sulla riferibilità ai fatti (capi D,E,F) per la responsabilità civile; (ii) violazione di legge e vizio di motivazione quanto al ruolo di concorrente estraneo e al contributo eziologico fornito alla spoliazione patrimoniale; (iii) vizio di motivazione nella determinazione della pena e nel diniego delle circostanze attenuanti generiche; (iv) vizio di motivazione sulla conferma delle statuizioni civili a favore dell'Agenzia delle Entrate.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto congrua e non apparente la motivazione della Corte territoriale che, sulla base di elementi probatori (dichiarazioni di Morettini, Valeriani, Schena; esistenza di un "conto transitorio"; missiva di manleva), ha dimostrato il ruolo gestorio continuativo e significativo di Runci quale amministratore di fatto della UNION SECURITY GROUP Srl. e la sua consapevolezza dello stato di decozione della AL UNION SECURITY Srl. nel trasferimento dei rami d'azienda alla UNION DELTA Srl. Ha confermato altresì la configurabilità del concorso nel reato di bancarotta fraudolenta da parte di soggetto estraneo quando il contributo sia efficiente e vi sia consapevolezza e volontà di agevolare la frustrazione delle garanzie dei creditori. Il motivo relativo alle attenuanti generiche è stato dichiarato inammissibile. Conseguentemente il ricorso è rigettato; Runci è condannato alle spese processuali e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili, liquidate in complessivi Euro 3.600,00 per ciascuna parte, oltre accessori di legge.
Norme richiamate
Il principio sulla nozione di amministratore di fatto: richiede l'esercizio in modo continuativo e significativo dei poteri tipici della funzione, non necessariamente tutti i poteri formali, ma un'apprezzabile attività gestoria non episodica
Richiamato nei motivi del ricorso in relazione al concorso di persone nel reato; la Corte ha valutato il concorso alla stregua dei criteri giuridici consolidati (contributo efficiente, consapevolezza e volontà)
art. 216 L.F. (legge fallimentare)
Riferimento normativo alla disciplina della bancarotta fraudolenta; la Corte ha valutato la responsabilità per bancarotta patrimoniale anche in relazione al ruolo di terzi concorrenti
Giurisprudenza - Sez. 2, n. 35923 del 11/07/2019
Sez. 2, n. 35923 del 11/07/2019, Rv. 276744
Principio sul valore dei riscontri alla chiamata di correità: i riscontri possono essere rappresentativi o logici e non devono essere necessariamente prova autosufficiente, purché indipendenti e individualizzanti
Giurisprudenza - Sez. 4, n. 5821 del 10/12/2004
Sez. 4, n. 5821 del 10/12/2004, dep. 16/02/2005, Rv. 231301
Conferma la possibilità di riscontro della chiamata in correità tramite elementi indipendenti che rendano credibile la narrazione accusatoria
Giurisprudenza - Sez. 5, n. 35346 del 20/06/2013
Sez. 5, n. 35346 del 20/06/2013, Rv. 256534
Sui requisiti di significatività e continuità per la qualificazione di amministratore di fatto e sul limite al sindacato di legittimità rispetto alla valutazione di merito
Giurisprudenza - Sez. 5, n. 45134 del 27/06/2019
Sez. 5, n. 45134 del 27/06/2019, Rv. 277540
Analoghi principi su valutazione degli indici sintomatici di gestione di fatto e loro valutazione come elementi di fatto insindacabili se supportati da motivazione congrua
Giurisprudenza - Sez. 5, n. 27367 del 26/04/2011
Sez. 5, n. 27367 del 26/04/2011, Rv. 250409
Principio secondo cui è configurabile il concorso nel reato di bancarotta fraudolenta da parte di estranei quando il loro comportamento sia stata causa efficiente dell'evento e vi sia consapevolezza e volontà di agevolare la frode ai creditori
Giurisprudenza - Sez. U, n. 10713 del 25/02/2010 (Contaldo)
Sez. U, n. 10713 del 25/02/2010, Contaldo, Rv. 245931
Principio secondo cui la comparazione tra circostanze attenuanti e aggravanti è valutazione discrezionale del giudice di merito e in Cassazione è sindacabile solo se manca motivazione o sussiste arbitrio
Massime di principio
- La qualifica di amministratore di fatto si accerta in base a indici di significatività e continuità dell'attività gestoria; non è necessario il formale esercizio di tutti i poteri amministrativi, ma un reale e continuativo potere direttivo.
- Le dichiarazioni di chiamata in correità possono essere riscontrate anche da elementi indipendenti non pienamente autosufficienti, purché forniscano riscontri individualizzanti e autonomi.
- Un soggetto estraneo al fallimento può essere ritenuto concorrente di bancarotta fraudolenta se il suo comportamento è stato efficiente per la realizzazione dell'evento e se ha agito con consapevolezza e volontà di favorire la frode ai creditori.
- Le valutazioni di merito (es. apprezzamento degli indici probatori e comparazione delle circostanze attenuanti/aggravanti) sono in linea di massima insindacabili in Cassazione se sorrette da motivazione logica e congrua.
- Per contestare efficacemente in Cassazione la motivazione dell'appello occorre dimostrare l'assenza di riscontri probatori concreti o l'arbitrarietà della valutazione, non la semplice diversa interpretazione degli elementi di fatto.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 14 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 10647/2024 del 14/03/2024
- Sentenza penale · 14 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 10648/2024 del 14/03/2024
- Sentenza penale · 14 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 10649/2024 del 14/03/2024
- Sentenza penale · 14 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 10651/2024 del 14/03/2024
- Sentenza penale · 14 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 10657/2024 del 14/03/2024
- Sentenza penale · 14 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 10659/2024 del 14/03/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →