Cassazione Penale, Sentenza n. 14888/2024 del 10/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Pubblico Ministero ha impugnato la sentenza del Tribunale di Siracusa che aveva dichiarato non doversi procedere per mancanza di querela relativamente al delitto di furto di energia elettrica. Il PM ha dedotto che durante l'udienza del 23/06/2023 era stata effettuata una contestazione suppletiva della circostanza aggravante prevista dall'art. 625 n.7 (destinazione del bene a pubblico servizio), circostanza che, alla luce della riforma dell'art. 624, terzo comma, cod. pen. introdotta dal d.lgs. n. 150/2022, rende il reato procedibile d'ufficio. Perciò la declaratoria di improcedibilità del Tribunale sarebbe errata perché non ha riconosciuto efficacia alla contestazione suppletiva effettuata in dibattimento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero. Ha ritenuto che, sebbene la circostanza aggravante della destinazione del bene a pubblico servizio abbia natura valutativa, nel caso concreto il capo di imputazione conteneva elementi descrittivi (allaccio diretto alla rete di distribuzione ENEL con esclusione della registrazione dei consumi) sufficienti a rendere manifesto all'imputato l'aggravamento contestato e quindi idonei a garantire l'esercizio del diritto di difesa. Inoltre la Corte ha stabilito che la contestazione suppletiva del PM nell'udienza utile è ammissibile e, nella specifica situazione derivante dalla riforma e dal regime transitorio, non può essere sterilizzata per effetto della sopravvenuta scadenza del termine per la querela. Conseguentemente la sentenza impugnata è stata annullata (con rimessione per gli ulteriori provvedimenti istruttori o decisori necessari secondo quanto disposto dalla Corte).
Norme richiamate
art. 624, terzo comma, codice penale (testo previgente e testo riformato)
"Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una o più delle circostanze di cui agli articoli 61, numero 7) e 625." / "Il delitto è punibile a querela della persona offesa. Si procede, tuttavia, d'ufficio se la persona offesa è incapace, per età o per infermità ovvero se ricorre taluna delle circostanze di cui all'articolo 625, numeri 7, salvo che il fatto sia commesso su cose esposte alla pubblica fede, e 7-bis)."
La riforma operata dal d.lgs. n.150/2022 ha fatto sì che la presenza della circostanza aggravante di cui all'art. 625 n.7 possa trasformare il furto da perseguibile a querela in reato procedibile d'ufficio; la Corte ha valutato che, quando l'aggravante risulti adeguatamente contestata, la procedibilità d'ufficio si applica.
art. 625, comma primo, n.7, codice penale
La circostanza aggravante consistente nella destinazione del bene a pubblico servizio è di natura valutativa: la sua sussistenza richiede un giudizio sul concreto assetto della "res" e non è automaticamente desumibile dalla sola natura del bene.
art. 517 codice di procedura penale
Consente al Pubblico Ministero la contestazione suppletiva di circostanze aggravanti in dibattimento; la Corte ha confermato la possibilità di esercitare tale potere fino alla conclusione del dibattimento e, nel caso concreto, nella prima udienza utile anche se successiva alla scadenza del termine per la querela stabilito dal regime transitorio.
art. 129 codice di procedura penale
Il dovere del giudice di rilevare cause di proscioglimento non deve impedire al PM di effettuare contestazioni suppletive nell'ambito del dibattimento; la prevalenza della pronuncia ex art.129 non può essere automatica se la contestazione suppletiva è possibile e rilevante per il regime di procedibilità.
art. 85, primo comma, d.lgs. n.150/2022
"Per i reati perseguibili a querela della persona offesa in base alle disposizioni del presente decreto, commessi prima della data di entrata in vigore dello stesso, il termine per la presentazione della querela decorre dalla predetta data, se la persona offesa ha avuto in precedenza notizia del fatto costituente reato."
Ha stabilito il termine transitorio (scadenza 30/03/2023) entro cui la persona offesa poteva presentare querela per evitare l'improcedibilità derivante dalla riforma; la Corte ha ritenuto che tale regime non può ostacolare il potere del PM di ripristinare la procedibilità mediante contestazione suppletiva nella prima udienza utile.
art. 112 Costituzione
Richiama l'obbligatorietà dell'esercizio dell'azione penale come principio che giustifica il potere-dovere del PM di proporre contestazioni suppletive finalizzate alla prosecuzione dell'azione penale.
Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo, art. 6, par.3, lett. a)
Il principio del diritto dell'imputato ad essere informato della natura e dei motivi dell'accusa è richiamato per sostenere l'esigenza di una adeguata informazione anche sulle circostanze aggravanti; la contestazione deve rendere effettivo il diritto di difesa.
Massime di principio
- La circostanza aggravante della destinazione del bene a pubblico servizio ha natura valutativa: non è automaticamente "auto-evidente" dalla sola natura della cosa e richiede elementi descrittivi nell'imputazione che consentano all'imputato di esercitare il diritto di difesa.
- Il Pubblico Ministero può effettuare contestazioni suppletive di circostanze aggravanti in dibattimento (art.517 c.p.p.) fino alla conclusione del dibattimento; tali contestazioni, se svolte nella prima udienza utile e rese in modo da informare concretamente l'imputato, possono ripristinare la procedibilità d'ufficio anche in presenza di un termine transitorio concesso alla persona offesa.
- Il giudice non deve considerare automaticamente preclusiva la sopravvenuta causa di improcedibilità ex art.129 c.p.p. se il PM ha la possibilità di esercitare in tempo la contestazione suppletiva: il corretto bilanciamento richiede valutazione della fase processuale e della possibilità di contraddittorio.
- Per l'accusa è prudente indicare espressamente, o comunque descrivere compiutamente, ogni circostanza aggravante rilevante (soprattutto quelle di natura valutativa) fin dall'imputazione o nella prima udienza utile per evitare rischi di improcedibilità.
- Per la difesa, se l'imputazione contiene elementi che descrivono modalità riferibili a servizi pubblici (es. collegamento diretto alla rete dell'ente distributore), è necessario valutare subito l'eventuale aggravamento e predisporre controdeduzioni e richieste istruttorie per contestare la qualificazione valutativa.
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