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Cassazione Penale, Ordinanza n. 09020/2025 del 04/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello che lo aveva ritenuto responsabile, a titolo di concorso, del delitto di tentata estorsione aggravata. I motivi di ricorso denunciavano: 1) l'illogicità e la non correttezza della motivazione sulla responsabilità ex artt. 110, 56 e 629 c.p.; 2) l'assenza di una motivazione congrua sulla circostanza aggravante di cui all'art. 629, comma 2, c.p.; 3) la sussistenza della stessa aggravante delle più persone riunite; 4) l'intervenuta prescrizione del reato. La memoria depositata insisteva sugli stessi temi. La Corte rilevava che i primi tre motivi erano sostanzialmente ripetitivi di censure già dedotte in appello e disattese, e che il quarto era manifestamente infondato perché il reato, in presenza del corretto riconoscimento dell'aggravante, non era prescritto alla data della decisione di secondo grado.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Ha ritenuto che i motivi sulla responsabilità e sull'aggravante fossero indeducibili perché meramente reiterativi di quelli già respinti in appello; ha inoltre confermato che la presenza del ricorrente sul luogo dello scambio, con funzione di sorveglianza e protezione dei correi, integrava un contributo materiale e morale al concorso nel tentativo di estorsione. Quanto alla prescrizione, ha escluso che il reato fosse estinto alla data della sentenza d'appello, proprio per effetto del riconoscimento dell'aggravante di cui all'art. 629, comma 2, c.p.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    richiamato quale base del concorso di persone nel reato nel delitto di tentata estorsione

  • art. 56 c.p.

    richiamato per la configurabilità del tentativo di estorsione

  • art. 629 c.p.

    richiamato per il delitto di estorsione e per la relativa aggravante

  • art. 629, comma 2 c.p.

    considerato dalla Corte per ritenere sussistente l'aggravante delle più persone riunite e per escludere la prescrizione alla data della sentenza d'appello

  • art. 7 D.L. n. 152 del 1991

    citato come precedente giurisprudenziale in tema di concorso nella tentata estorsione aggravata

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione sono inammissibili i motivi che si limitano a riproporre, senza specifiche censure nuove, questioni già devolute e puntualmente disattese dal giudice di merito.
  • In tema di tentata estorsione in concorso, può rispondere anche chi non pronuncia la richiesta estorsiva ma svolge un ruolo di appoggio e rafforzamento dell'azione criminosa, ad esempio presidiando il luogo dello scambio o proteggendo i correi dall'identificazione.
  • La valutazione del concorso nel delitto di estorsione può fondarsi su elementi fattuali sintomatici della partecipazione materiale e morale, come la presenza sul luogo del fatto e il comportamento volto a favorire il gruppo.
  • L'aggravante delle più persone riunite può essere desunta dalla simultanea presenza dei correi nel luogo di consumazione o tentativo del reato, se adeguatamente motivata sulla base delle dichiarazioni testimoniali.
  • La dedotta prescrizione va esclusa quando, al momento della sentenza impugnata, il reato non risulti estinto in ragione del corretto calcolo dei termini, ivi compreso l'effetto delle circostanze aggravanti riconosciute dal giudice di merito.

Come è indicizzato

MaterieEstorsioneImpugnazioniCircostanze del reato
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penaleParte generale
IstitutiConcorso di personeTentativoPrescrizione del reato

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