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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34058/2025 del 16/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato le istanze di revoca o sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere. I difensori hanno proposto undici motivi contestando la motivazione del Tribunale in relazione a: dichiarazioni dibattimentali e di collaboratori di giustizia (tra cui Barone, Porcaro, Greco, Abbruzzese, Pellicori ecc.), interpretazione di intercettazioni, rilevanza di escussioni successivamente acquisite e presunta attenuazione del quadro indiziario che, a loro avviso, avrebbe dovuto determinare l'applicazione di misure meno afflittive.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto i motivi complessivamente infondati o inammissibili perché, in massima parte, si risolvevano in una mera richiesta di diversa valutazione delle prove (competenza del giudice di merito) o in censure aspecifiche. Il Tribunale di Catanzaro è stato ritenuto aver adeguatamente emendato le precedenti carenze motivazionali indicate dalla Cassazione, motivando specificamente su ciascun elemento probatorio e confermando la gravità indiziaria per il reato di cui all'art. 416‑bis c.p. La Corte ha inoltre richiamato i limiti del sindacato in sede di legittimità sull'interpretazione delle intercettazioni e sulla valutazione della attendibilità dei collaboratori. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616, comma 1, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 416‑bis cod. pen.

    Individua il reato associativo di tipo mafioso per il quale il ricorrente è gravemente indiziato; la Corte ricorda che la cautela cautelare si fonda sulla gravità indiziaria riferita a tale fattispecie

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamata la 'doppia presunzione' prevista dalla norma per la conferma della misura cautelare: la Corte rileva che, per superarla, la difesa deve produrre elementi di novità idonei e decisivi a ridimensionare il quadro indiziario

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma che autorizza la condanna alle spese processuali; applicata in seguito al rigetto del ricorso

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentito un riesame libero del merito o una diversa valutazione delle prove: le censure devono mirare a violazioni di legge o a manifesta illogicità della motivazione
  • Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia e le escussioni dibattimentali sopravvenute possono costituire novità solo se specificamente individuate e dimostrate decisive rispetto al quadro indiziario preesistente
  • L'interpretazione delle intercettazioni è questione fattuale rimessa al giudice di merito e sindacabile in Cassazione solo in presenza di travisamento evidente e decisivo del contenuto
  • Per eccepire l'inutilizzabilità di atti processuali è necessario indicare puntualmente gli atti affetti dal vizio e provarne la incidenza sul complessivo compendio indiziario (prova di resistenza); censure generiche sono inammissibili
  • Quando il giudice applica la presunzione rafforzata (art. 275, comma 3 c.p.p.), la difesa deve proporre elementi nuovi, concreti e pregnanti per ottenere la sostituzione o la revoca della misura cautelare
  • I ricorsi che non si confrontano in modo specifico e puntuale con la motivazione impugnata sono destinati a essere dichiarati generici o inammissibili

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