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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33950/2025 del 16/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

LUPI è stato condannato in primo grado e in appello per il reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990, per la detenzione, a fini di spaccio, di gr. 48,870 di hashish rinvenuti nel vano porta oggetti dell'auto e gr. 1,560 nella propria abitazione, unitamente a materiale per il confezionamento. In Cassazione il ricorrente ha contestato: vizi di notifica della citazione in appello (nullità), la valutazione probatoria e la tesi difensiva del consumo personale, il diniego delle attenuanti generiche e il diniego della sospensione condizionale della pena e della sostituzione con lavoro di pubblica utilità. La difesa ha dedotto carenze motivazionali e violazioni di legge processuale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati e/o generici i motivi: le irregolarità delle notifiche successive non hanno prodotto nullità visto che la citazione originaria era regolare e il difensore ha partecipato attivamente; le censure sulla valutazione delle prove sono inammissibili in sede di legittimità, anche in presenza della cd. doppia conforme tra primo e secondo grado; il diniego delle generiche e dei benefici (sospensione condizionale, lavoro di pubblica utilità) è stato adeguatamente motivato con elementi di personalità e modalità della condotta incompatibili con la concessione dei benefici. Per l'inammissibilità il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309/1990 art. 73, comma 5

    Norma che sanziona la detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio; la Corte ha ritenuto che quantità e strumenti rinvenuti fossero compatibili con lo scopo di spaccio

  • codice di procedura penale art. 601, comma 3

    Rimessa in tema di termini a difesa e conseguenze di rinvii: la Corte ha ritenuto irrilevanti irregolarità successive se la citazione originaria è regolare e il difensore ha agito per conto dell'imputato

  • codice di procedura penale art. 606, lett. e) e c)

    Motivi invocabili in cassazione relativi a vizi di motivazione e violazione di legge; la Corte ha ritenuto le censure generiche o non specifiche, quindi inammissibili

  • codice penale art. 164

    Richiamato dalla difesa in relazione alla valutazione complessiva delle circostanze per i benefici; la Corte ha osservato che la valutazione prognostica è riservata al giudice di merito

  • codice penale art. 133

    Criteri per la determinazione delle circostanze attenuanti e per la valutazione della personalità da tenere in considerazione per benefici, richiamati nel dibattito sulla sospensione condizionale

  • codice penale art. 62-bis

    Regola le attenuanti generiche: la Corte ricorda che dopo la riforma non è più sufficiente lo stato di incensuratezza, ma sono necessari elementi positivi per la concessione

  • d.l. 23 maggio 2008 n. 92, conv. L. 24 luglio 2008 n. 125

    Norma di conversione che ha modificato l'art. 62-bis cod. pen.; la Corte la menziona per sostenere che l'assenza di elementi positivi può legittimamente determinare il diniego delle attenuanti

Massime di principio

  • Se la citazione in appello è stata regolarmente notificata in origine, irregolarità successive o mancata notificazione di rinvii non determinano automaticamente la nullità quando il difensore è presente e agisce per conto dell'imputato
  • La Corte di Cassazione non è sede per una riconsiderazione libera del merito probatorio: censure generiche o richieste di rivalutazione delle prove sono inammissibili se non indicano vizi motivazionali specifici
  • La 'doppia conforme' (sentenza di appello che si salda con quella di primo grado) limita ulteriormente l'intervento della Cassazione sulla motivazione dei fatti
  • Quantitativi significativi di droga uniti a strumenti per il confezionamento e modalità di rinvenimento sono elementi che i giudici possono ritenere indicativi della finalità di spaccio e non del consumo personale
  • Per ottenere le attenuanti generiche o benefici come la sospensione condizionale è richiesta una valutazione positiva e prognostica della personalità; la mera mancanza di precedenti non basta dopo la riforma dell'art. 62-bis
  • La sospensione condizionale della pena è un giudizio prognostico diverso dalla dosimetria della pena: la concessione può legittimamente essere negata anche se la pena è minima, purché la motivazione non sia contraddittoria
  • La richiesta di lavoro di pubblica utilità come sostituto della pena è alternativa alla sospensione condizionale: scegliere l'una esclude la valutazione dell'altra

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