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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20960/2023 del 17/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Pubblico Ministero ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Macerata che aveva accolto il ricorso ex art. 99 d.P.R. n. 115/2002 proposto da Bek-Alì Naim contro il diniego del magistrato di sorveglianza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Il motivo dedotto in cassazione era l'abnormità e la nullità del provvedimento per difetto di capacità del giudice (art. 178, lett. a), cod. proc. pen.), sostenendo che l'ordinanza fosse stata emessa dal giudice monocratico del Tribunale anziché dal presidente del Tribunale di sorveglianza competente.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché proposto da soggetto non legittimato (il Pubblico Ministero). Ha richiamato la disciplina dell'art. 99 d.P.R. n. 115/2002 secondo cui contro il rigetto dell'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato l'interessato può ricorrere, entro venti giorni, davanti al presidente del tribunale o al presidente della corte d'appello competente, e il relativo ricorso è notificato all'ufficio finanziario che è parte. La norma non include il Pubblico Ministero tra i soggetti legittimati ad impugnare e il successivo rimando prevede che solo l'interessato e l'ufficio finanziario possano proporre ricorso per cassazione nei termini indicati. Pertanto la Cassazione ha rigettato il ricorso per inammissibilità senza esaminare il merito della presunta incompetenza del giudice.

Norme richiamate

  • art. 99 d.P.R. n. 115 del 2002

    Disciplina il ricorso contro il rigetto dell'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, individua l'interessato e l'ufficio finanziario come soggetti legittimati all'impugnazione e prevede la notifica e i termini per il ricorso; la Corte ha interpretato la norma nel senso di escludere la legittimazione del Pubblico Ministero ad impugnare.

  • art. 97 d.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato come norma che regola la notizia dell'atto all'interessato; la Corte lo cita per spiegare i termini di impugnazione decorrenti dalla notizia dell'ordinanza.

  • art. 178, lett. a) cod. proc. pen.

    Norma sulla nullità degli atti per difetto di capacità del giudice; il ricorrente ne deduceva la nullità/abnormità dell'ordinanza per incompetenza dell'autorità che l'ha emessa, ma la Corte non ha esaminato il merito perché ha ritenuto il ricorso inammissibile per carenza di legittimazione.

  • art. 570 cod. proc. pen.

    Richiamato per il principio generale secondo cui il Procuratore della Repubblica e il Procuratore generale possono proporre impugnazioni solo nei casi stabiliti dalla legge; la Corte lo usa per confermare che la legittimazione del PM non è automatica e qui non è prevista.

  • art. 170 d.P.R. n. 115 del 2002

    Citato a contrasto: tale norma prevede espressamente la legittimazione del PM in altri procedimenti (opposizione alle liquidazioni), ma non è applicabile al procedimento ex art. 99, da cui si ricava l'esclusione della legittimazione del PM qui.

Massime di principio

  • Nei procedimenti di ammissione al patrocinio a spese dello Stato regolati dall'art. 99 d.P.R. n. 115/2002, sono legittimati ad impugnare il provvedimento che rigetta l'istanza solo l'interessato e l'ufficio finanziario; soggetti diversi (es. il Pubblico Ministero) non possono proporre ricorso per cassazione.
  • La mancanza di legittimazione all'impugnazione comporta l'inammissibilità del ricorso, anche se l'atto impugnato è ritenuto abnorme o nullo per incompetenza dell'autorità che lo ha emesso; la questione di legittimazione va valutata preliminarmente e può impedire l'esame del merito.
  • Procedimenti accessori o collaterali al processo penale principale (come la domanda di patrocinio a spese dello Stato) vanno coordinati con le regole del procedimento principale solo nei limiti previsti; le norme speciali che elencano i soggetti legittimati prevalgono e non si può estendere la legittimazione per analogia a favore del PM.
  • Se il ricorrente ritiene che l'atto sia stato emesso da giudice incompetente, tale vizio deve essere fatto valere da un soggetto legittimato all'impugnazione oppure con gli strumenti di impugnazione/azioni previsti per la tutela della legittimità dell'atto (ove esistenti); la semplice deduzione di abnormità da parte di chi non è legittimato non è sufficiente.

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