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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31550/2022 del 23/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Messina che, pur riducendo la pena e riqualificando il fatto nell'ipotesi di "lieve entità" (art. 73, comma 5 d.P.R. n. 309/1990), avrebbe omesso di applicare la riduzione della pena per le attenuanti generiche già concesse in primo grado. Il ricorrente lamenta violazione di legge nella determinazione della pena per non aver mantenuto le attenuanti generiche dopo la derubricazione

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché la censura è stata formulata in modo generico e non ha indicato le ragioni che giustificavano in primo grado la concessione delle attenuanti generiche né perché tali ragioni non sarebbero state assorbite dalla riqualificazione del fatto. La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui la derubricazione a reato meno grave può legittimamente comportare diversa valutazione degli elementi attenuanti e non configura una "reformatio in peius". Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ex art. 616 cod. proc. pen., ad una somma di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73

    Il fatto è stato riqualificato nell'ipotesi di "lieve entità" prevista dal comma 5, con conseguente diverso regime sanzionatorio; la derubricazione può incidere sulla valutazione delle attenuanti

  • disposizioni attuative codice procedura penale, art. 173

    art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limita l'esposizione dei motivi di ricorso e l'ambito in cui il ricorrente può censurare la decisione impugnata; il ricorso deve restare nei limiti indicati

  • d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8 (conv. legge 18 dicembre 2020)

    art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137, conv. L. 18/12/2020

    Consente la trattazione scritta del procedimento (misure emergenziali procedurali); in mancanza di istanza di discussione orale si è proceduto con deposito di conclusioni scritte

  • codice di procedura penale, art. 616

    Consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare una somma alla Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile

  • giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. 2, n. 25739 del 09/05/2017, Rv. 270667

    Precedente che afferma come non configuri "reformatio in peius" il comportamento del giudice d'appello che, dopo derubricazione del reato in fattispecie meno grave, riconsideri l'incidenza degli elementi attenuanti

Massime di principio

  • In sede di cassazione le censure devono essere specifiche: occorre indicare chiaramente i motivi e le ragioni giustificative delle attenuanti rese in primo grado, altrimenti il ricorso può essere dichiarato inammissibile per genericità
  • La derubricazione del fatto a reato di minore gravità può legittimamente comportare una diversa valutazione delle circostanze attenuanti e non costituisce di per sé una "reformatio in peius"
  • Il difensore che contesta la mancata applicazione di attenuanti dopo una riqualificazione deve dimostrare perché le ragioni che giustificavano le attenuanti non siano state assorbite o modificate dalla nuova qualificazione
  • Se il ricorso è inammissibile il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese e a una somma alla Cassa delle ammende; pertanto valutare con attenzione la fondatezza formale e sostanziale dell'impugnazione prima di proporla
  • Procedure speciali (es. trattazione scritta prevista da norme emergenziali) richiedono il rispetto dei termini e delle forme previste: la mancata richiesta di discussione orale comporta la trattazione per scritto

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