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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13466/2023 del 30/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso articolato in due motivi: 1) contestazione della prova relativa alle appropriazioni nell'arco temporale 2009-2013, sostenendo che le prove (dichiarazioni di Foti e della commercialista Beltrano e la confessione limitata al 2013-2017) non dimostrerebbero appropriazioni anteriori al 2013; 2) richiesta di derubricazione da peculato a peculato d'uso per il periodo 2009-2013, con la tesi che eventuali prelievi sarebbero stati poi restituiti e le ritenute versate, il che comporterebbe prevalenza della fattispecie attenuata e sua prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto fondato il principio della doppia conformità tra le sentenze di primo e secondo grado, richiamando che la sentenza di primo grado aveva accertato appropriazioni anche anteriori al 2013 mediante trasferimenti su conto personale e emissione di falsi assegni. Ha inoltre escluso la derubricazione a peculato d'uso, affermando che il peculato d'uso non è applicabile al denaro per la sua natura fungibile. Conseguentemente il verdetto di condanna per peculato è stato confermato nella sostanza; la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa alla parte civile ASP di Cosenza liquidate in euro 2.000,00 oltre accessori; mandati gli adempimenti di competenza al cancelliere ai sensi dell'art. 154-ter disp. att. cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. pen. (peculato)

    La Corte ribadisce che il peculato d'uso, previsione attenuata, non è applicabile al denaro per la sua natura fungibile; pertanto i prelievi di denaro non possono essere derubricati a peculato d'uso quando emergono appropriazioni significative

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020

    Norma richiamata per il trattamento cartolare del procedimento; la decisione è stata adottata in forma cartolare ai sensi della disciplina emergenziale

  • art. 7 d.l. 23 luglio 2021, n. 105

    Ulteriore richiamo alla norma che consente il rito cartolare o la disciplina emergenziale del procedimento

  • art. 154-ter disp. att. cod. proc. pen.

    Norma citata in ordine agli adempimenti di cancelleria da eseguire dopo la pronuncia

  • Giurisprudenza consolidata (Sez.2, n. 37295/2019 e Sez.6, n. 49474/2015)

    Richiamati i principi di doppia conformità tra motivazioni di primo e secondo grado per il controllo di legittimità e la regola che il peculato d'uso non può operare con riguardo al denaro, poiché la restituzione del tantundem non realizza la stessa cosa

Massime di principio

  • Il controllo di legittimità in Cassazione valuta anche la motivazione congiunta di primo e secondo grado: se le due sentenze sono conformi e si richiamano, esse costituiscono un corpo unico valutabile
  • La confessione limitata e le dichiarazioni testimoniali devono essere valutate nel contesto probatorio complessivo; l'assenza di specifici accertamenti tributari non esclude necessariamente l'appropriazione se esistono altri elementi probatori convincenti
  • Il peculato d'uso non è applicabile al denaro a causa della sua natura fungibile; i prelievi di denaro, se configurati come appropriazioni, integrano il peculato ordinario
  • La derubricazione a una fattispecie attenuata richiede una valutazione rigorosa della natura dell'oggetto sottratto e della possibilità reale di restituzione della stessa cosa
  • Nei procedimenti trattati in forma cartolare, le parti devono prestare attenzione al quadro documentale e alle motivazioni già rese nei gradi precedenti, perché la Cassazione può limitarsi al controllo di legittimità sulla base degli atti scritti

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