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Cassazione Penale, Ordinanza n. 29325/2026 del 03/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello di Napoli ha confermato la condanna dell'imputato per i reati di furto e invasione di terreni o edifici. In cassazione il ricorrente ha dedotto: 1) vizio di motivazione, sostenendo che la prova fosse incerta perché vi sarebbero dubbi sull'esatta individuazione del fondo della persona offesa e sull'eventuale autorizzazione al taglio della legna; 2) insussistenza del reato di invasione arbitraria di terreni ex art. 633 c.p., assumendo che non sarebbe configurabile l'invasione di un'area boschiva in assenza di segni materiali e di termini di confine; inoltre ha censurato la quantificazione della provvisionale, ritenendola sproporzionata rispetto al valore della legna; 3) erroneo diniego della sospensione condizionale della pena, lamentando che il giudice avesse valorizzato soltanto un precedente penale risalente e di modesta entità. La memoria difensiva non ha introdotto elementi idonei a mutare la valutazione sui motivi di ricorso.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, quanto alla responsabilità per i reati contestati, la motivazione di merito fosse logica e coerente e che i motivi di ricorso mirassero in realtà a una rivalutazione del compendio istruttorio, in presenza di una doppia conforme. Ha inoltre affermato che le censure sull'entità della provvisionale sono inammissibili in sede di legittimità e che il motivo relativo alla sospensione condizionale era generico, perché non si confrontava con la più ampia valutazione negativa del giudice di merito sulla futura astensione dal reato. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.

    Richiamato come uno dei reati per cui era stata confermata la condanna in appello.

  • art. 633 c.p.

    Richiamato come uno dei reati per cui era stata confermata la condanna in appello; la censura difensiva mirava a escluderne la configurabilità nel caso di area boschiva.

  • art. 165 c.p.

    Richiamato implicitamente dal motivo sulla sospensione condizionale della pena, in relazione al relativo diniego.

  • art. 616 c.p.p.

    Applicato per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende a seguito della declaratoria di inammissibilità.

Massime di principio

  • In presenza di una doppia conforme di merito, il ricorso per cassazione che si limiti a contestare l'apprezzamento delle prove o a riproporre una diversa lettura delle risultanze istruttorie è inammissibile se la motivazione delle sentenze di merito è logica e coerente.
  • Non è consentito dedurre in cassazione censure che, sotto la veste del vizio di motivazione, mirino in realtà a ottenere una nuova valutazione del compendio probatorio.
  • Le doglianze sull'entità della provvisionale non sono scrutinabili in sede di legittimità.
  • La censura contro il diniego della sospensione condizionale della pena è inammissibile quando è generica e non si confronta con la complessiva valutazione di prognosi negativa compiuta dal giudice di merito sulla futura commissione di reati.
  • La configurabilità del reato di invasione di terreni può essere affermata anche in presenza di un fondo ben delimitato da elementi materiali percepibili e di un ingresso non autorizzato finalizzato al taglio di legna.

Come è indicizzato

MaterieFurtoProcesso penaleImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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