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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 09949/2026 del 16/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro del 23/07/2025 che aveva annullato il provvedimento del GIP che aveva applicato gli arresti domiciliari nei suoi confronti. Scorcia contesta il vizio di motivazione in ordine alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza per una pluralita di reati (associazione a delinquere, plurime truffe, concussione, falso, autoriciclaggio e reati connessi alle indebite percezioni di indennita). Denuncia omissioni nella valutazione delle argomentazioni gia svolte nei motivi di riesame (es.: orientamenti di legittimita relativi al 'silenzio eloquente' e alla rilevanza del mero fatturare, mancata considerazione della presunta incompatibilita temporale tra reati e autoriciclaggio, insufficiente valutazione della prova sulla struttura associativa, criticita delle testimonianze utilizzate per i capi di concussione e mancata acquisizione di cartelle cliniche). Il ricorrente dichiara inoltre interesse concreto all'impugnazione ai fini di eventuale riparazione per ingiusta detenzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che l'interesse del ricorrente a mantenere il gravame fosse provato, ma ha escluso la fondatezza delle censure, soprattutto con riferimento ai reati piu gravi (in particolare le imputazioni di concussione). La Corte ha ritenuto generiche o manifestamente infondate le censure che non hanno confrontato adeguatamente le argomentazioni del Tribunale. Sulla concussione la Corte ha confermato la correttezza della valutazione del Tribunale: ricorrevano elementi di ripetizione di uno schema consistente nella prospettazione di un nesso funzionale tra pagamento e inserimento prioritario nelle liste d'attesa, idoneo a produrre una situazione di costrizione morale sul paziente, con conseguente abuso della qualita di pubblico ufficiale del medico anche quando la condotta si svolge nello studio privato. Le ulteriori doglianze (autoriciclaggio, contestazioni sulla struttura associativa, 'silenzio eloquente', registro prenotazioni mancante ecc.) sono state ritenute assorbite o prive di rilevanza rispetto all'esito; la Corte ha condannato il ricorrente alle spese e al versamento previsto dall'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    norma richiamata per indicare che il Tribunale e stato adito ai sensi di tale articolo per il riesame della misura cautelare

  • artt. 273 e 280 cod. proc. pen.

    richiamati come criteri generali per la verificazione delle condizioni di applicabilita delle misure cautelari (esigenze cautelari e gravi indizi)

  • art. 568 comma 4 c.p.p.

    richiede per l'ammissibilita dell'impugnazione la sussistenza di un interesse concreto, attuale e motivato dell'impugnante, principio applicato dalla Corte

  • art. 317 cod. pen.

    definisce il reato di concussione; la Corte ha applicato la giurisprudenza interpretativa per distinguere concussione da induzione indebita, valorizzando l'abuso della qualita e la costrizione morale sulla vittima

  • art. 616 cod. proc. pen.

    norma invocata per l'onere del versamento a favore della parte resistente a seguito della declaratoria di inammissibilita; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e al versamento previsto

  • sentenza Corte Cost. n. 186 del 13/06/2000

    richiamata in relazione ai criteri per l'addebito di colpa nella proposizione del ricorso; la Corte non ha ritenuto che il ricorrente abbia proposto il ricorso con colpa

  • Giurisprudenza di legittimita citata (esempi)

    Sez. un., 12 ottobre 1993, n. 20; Sez. U, n. 7931 del 16/12/2010; Sez. 6, n. 15641 del 19/10/2023; Sez. U n. 12228 del 24/10/2013; Sez. 6, n. 13411 del 05/03/2019; Sez. 6, n. 27212 del 17/09/2020

    richiami giurisprudenziali utilizzati per precisare: interesse all'impugnazione (anche per riparazione), criteri di ammissibilita, distinzione tra concussione e induzione indebita, e la qualifica di pubblico ufficiale del medico anche quando agisce nell'attivita privata

Massime di principio

  • Perche un ricorso avverso un provvedimento 'de libertate' sia ammissibile e sostenibile occorre dimostrare un interesse concreto, attuale e specifico a impugnare: non e sufficiente una deduzione generica o astratta.
  • Quando piu imputazioni hanno concorso a legittimare una misura cautelare, chi impugna deve contestare le imputazioni sufficienti, da sole, a sostenere la misura; la mancata contestazione di almeno una imputazione idonea puo rendere il ricorso privo di interesse e/o inammissibile.
  • Nelle ipotesi di presunta concussione praticata da medico, la giurisprudenza valuta soprattutto lo schema complessivo di condotte e il bilanciamento tra interessi: e concussione quando l'abuso della qualita e la minaccia (anche implicita, collegata al danno per la salute) determinano una costrizione reale sulla liberta di scelta del paziente.
  • La qualifica di pubblico ufficiale o di pubblico agente puo sussistere anche quando l'illecita pressione e esercitata nello svolgimento della libera professione privata, se l'agente e titolare di funzioni pubbliche e abusa di tale qualita per ottenere vantaggi.
  • Mancanze organizzative o la mancanza di registri (es.: registro prenotazioni) non sono di per se decisive per escludere la gravita indiziaria: rilevano nel contesto investigativo ma devono essere valutate insieme ad altri elementi probatori concreti.
  • Nel contestare reati economico-finanziari come l'autoriciclaggio e' essenziale dimostrare la corrispondenza temporale e logica tra il reato presupposto e l'operazione di reinvestimento; questioni temporali non chiarite possono incidere sulla fondatezza dell'accusa.
  • Le impugnazioni devono confrontarsi in modo specifico e puntuale con le argomentazioni del giudice di merito: censure generiche o deduzioni che non rimuovono le ragioni decisionali del giudice risultano spesso inefficaci.

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