Cassazione Penale, Sentenza n. 34563/2024 del 12/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Cotroneo impugna l'ordinanza di rigetto dell'istanza di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo relativo a un alloggio del 'Parco Verde' di Caivano. Deduce: (1) nullità per mancata autonoma valutazione del GIP degli elementi forniti dal P.M.; (2) carenza del fumus del reato (art. 633 e 639-bis c.p.) perché sarebbe legittimamente in possesso dell'immobile avendo ricevuto le chiavi dal precedente assegnatario.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo le censure manifestamente infondate. Ha richiamato la giurisprudenza (Sezioni Unite) sul dovere del tribunale del riesame di verificare e motivare l'autonoma valutazione degli elementi a fondamento del sequestro, e ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente spiegato che il GIP aveva svolto un specifico esame degli elementi e predisposto uno schema sinottico per ciascuna unità immobiliare. Quanto all'allegato possesso per consegna delle chiavi, la Corte ha rilevato l'assenza di prova del possesso effettivo del Cotroneo e quindi l'eccezione difensiva è stata ritenuta infondata. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norma sul reato di invasione di terreni o edifici; la Corte valuta la sussistenza del fumus commissi delicti in relazione agli elementi di fatto prodotti e richiede prova del possesso o subentro per escludere il reato.
Norma che aggraverebbe la fattispecie in contestazione; utilizzata per valutare la rilevanza penale degli elementi descritti nel decreto di sequestro.
art. 309 cod. proc. pen. (comma nono)
Richiamato per il principio che attribuisce al tribunale del riesame il potere di annullare il provvedimento se manca la motivazione o l'autonoma valutazione degli elementi a fondamento della misura.
art. 324 cod. proc. pen. (comma settimo)
Richiamo procedurale che rende applicabili al riesame le disposizioni sul potere di annullamento del tribunale, nella misura in cui sono compatibili.
Richiamato nella giurisprudenza per il contenuto della motivazione richiesta ai fini della validità degli atti cautelari; la mancata autonoma valutazione può determinare la nullità del provvedimento.
Massime di principio
- In sede di riesame di sequestri preventivi il tribunale deve compiere una autonoma e motivata valutazione degli elementi a fondamento della misura; una motivazione generica o la mera riproposizione delle argomentazioni del P.M. può rendere nullo il provvedimento.
- La verifica richiesta per misure reali non è identica a quella per misure personali: il giudice deve accertare la compatibilità e congruità degli elementi fattuali con la fattispecie penale e motivare il collegamento.
- Il mero possesso delle chiavi consegnate dal precedente detentore non è, di per sé, prova sufficiente del possesso legittimo dell'immobile; il difensore ha l'onere di dimostrare concretamente il subentro e l'effettivo possesso per escludere il fumus del reato.
- Se le doglianze difensive non dimostrano in modo concreto l'assenza degli elementi richiesti per il sequestro, il riesame può confermare il provvedimento e la cassazione può dichiarare il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza.
- La cassazione può condannare il ricorrente alle spese e ad ammende quando il ricorso è ritenuto manifestamente infondato.
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