Cassazione Civile, Ordinanza n. 14322/2022 del 05/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (debitore)
La controversia
La controversia originava da un giudizio di opposizione ex art. 615 c.p.c. proposto da una contribuente avverso pretese esecutive/riscossive. Il Tribunale di Roma aveva dichiarato la cessazione della materia del contendere e, ritenendo la ricorrente soccombente virtuale, l'aveva condannata alle spese, ritenendo tardivo il ricorso sulla base della data di acquisizione dell'estratto di ruolo e del termine di 30 giorni previsto dall'art. 7 del d.lgs. n. 150 del 2011. Con l'unico motivo di ricorso per cassazione la parte ricorrente ha denunciato violazione e falsa applicazione degli artt. 91 e 615 c.p.c. e dell'art. 7 del d.lgs. n. 150 del 2011, sostenendo che il giudice di merito avesse erroneamente individuato il dies a quo per la decorrenza del termine e, correlativamente, avesse illegittimamente applicato il principio della soccombenza virtuale per porre a suo carico le spese.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il ricorso: ha osservato che l'opposizione ex art. 615 c.p.c. non era tardiva, perché la parte aveva eccepito la prescrizione, e che il Tribunale aveva attribuito erroneamente rilievo alla data di acquisizione dell'estratto di ruolo per far decorrere il termine di 30 giorni. Da ciò discende l'errore nella condanna alle spese per soccombenza virtuale. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio al Tribunale di Roma, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
richiamato quale norma sulla condanna alle spese, non correttamente applicata dal giudice di merito in ragione dell'erroneo giudizio di soccombenza virtuale
norma che disciplina l'opposizione all'esecuzione; nel caso, il ricorso introduttivo non era tardivo
il termine di decadenza non decorreva dalla data di acquisizione dell'estratto di ruolo nel caso esaminato
richiamato nel procedimento di decisione camerale in base alla proposta del relatore
art. 380-bis, commi 1 e 2, c.p.c.
richiamato per la trattazione in camera di consiglio sulla base della manifesta fondatezza del ricorso
Massime di principio
- Nel giudizio di opposizione all'esecuzione, la verifica della tempestività dell'atto introduttivo va compiuta avendo riguardo al concreto oggetto dell'opposizione e al corretto momento di decorrenza del termine, senza valorizzare automaticamente la data di acquisizione dell'estratto di ruolo.
- La condanna alle spese fondata sulla soccombenza virtuale presuppone una corretta valutazione preliminare della proponibilità e tempestività dell'azione; se tale valutazione è errata, viene meno anche il fondamento della regolazione delle spese.
- Quando il giudice di merito attribuisce erroneamente decorrenza del termine a un fatto non rilevante ai fini della decadenza, la conseguente statuizione sulle spese è censurabile in cassazione per violazione di legge.
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