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Sentenza

Sentenza del 25/01/2018 n. 373 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Catasto - Ente impositore - Revisione classamento immobile - Ragioni inerenti - Palese carenza - Immobili riferimento - Differente pregio architettonico - Onere motivazionale - Omesso assolvimento - Soggetto contribuente - Immobile proprietà - Caratteristiche intrinseche/estrinseche - Onere probatorio - Compiuto assolvimento - Rendita attribuita - Illegittimità pretesa - Consegue

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La pretesa impositiva è stata ritenuta illegittima. L’atto di revisione del classamento è viziato dall’omesso assolvimento dell’onere motivazionale, poiché non esponeva adeguatamente le ragioni della nuova rendita e si basava su immobili non comparabili per pregio architettonico. La prova fornita dal contribuente sulle caratteristiche dell’immobile ha ulteriormente confermato l’illegittimità della rendita attribuita.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il contribuente ha dedotto l’illegittimità dell’atto di revisione del classamento per carenza di motivazione. L’ente impositore aveva attribuito una nuova rendita senza indicare ragioni specifiche inerenti all’immobile e utilizzando come riferimento unità immobiliari caratterizzate da un differente e maggiore pregio architettonico. Il contribuente ha inoltre provato le caratteristiche intrinseche ed estrinseche del proprio immobile, dimostrando che esse non giustificavano la rendita più elevata.

Norme richiamate

  • Art. 2697 del codice civile

    La parte che intende far valere un diritto deve provare i fatti costitutivi, mentre chi eccepisce fatti impeditivi, modificativi o estintivi deve provarli. Nel caso esaminato, il contribuente ha assolto l’onere di dimostrare le caratteristiche dell’immobile rilevanti ai fini della contestazione della rendita.

  • Art. 7, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto dei diritti del contribuente)

    Gli atti dell’amministrazione finanziaria devono essere motivati in modo da consentire al contribuente di comprendere i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della pretesa. La motivazione deve essere concreta, specifica e riferita all’immobile interessato.

  • Art. 1, comma 355, della legge 23 dicembre 2004, n. 311

    La disposizione disciplina il potere di revisione del classamento catastale. Tale potere deve essere esercitato mediante un atto adeguatamente motivato, fondato su elementi pertinenti e su immobili effettivamente comparabili con quello oggetto di revisione.

Massime di principio

  • La revisione del classamento e della rendita catastale non può fondarsi su una motivazione generica o sulla mera indicazione di una diversa categoria o classe: l’ente deve spiegare in concreto le ragioni della nuova attribuzione.
  • Gli immobili utilizzati come riferimento devono essere realmente comparabili per caratteristiche intrinseche ed estrinseche, ubicazione, tipologia e pregio; il confronto con immobili di valore o pregio architettonico diverso può rendere illegittima la revisione.
  • Il contribuente può rafforzare la contestazione producendo elementi tecnici e documentali sulle caratteristiche effettive dell’immobile, dimostrando che la nuova rendita non è coerente con il suo stato, la sua posizione e il suo livello qualitativo.
  • In assenza di una motivazione specifica e di un adeguato supporto probatorio, l’atto di revisione del classamento può essere annullato per violazione dell’onere motivazionale e dei principi di corretta comparazione.

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