Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30646/2023 del 14/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Genova dell'11/01/2023 che, parzialmente riformando la sentenza di primo grado, aveva condannato la ricorrente per appropriazione indebita (art. 646 c.p.). La difesa ha dedotto: 1) travisamento della prova, carenza e illogicità della motivazione rispetto all'addebito di appropriazione indebita (affermazione che la ricorrente avrebbe effettuato versamenti per deleghe fiscali maggiori delle somme ricevute); 2) mancata sospensione del giudizio per acquisire l'elenco dei versamenti delle deleghe fiscali depositato presso l'Agenzia delle Entrate nel procedimento civile; 3) inesistenza dell'elemento oggettivo dell'appropriazione indebita, atteso che gli accertamenti della Guardia di Finanza dimostrerebbero versamenti superiori ai fondi ricevuti; 4) inesistenza del dolo e sussistenza della buona fede (anche in ragione di errori informatici e di documentazione tecnica prodotta dalla difesa); 5) richiesta di conversione della pena detentiva in pena pecuniaria ai sensi dell'art. 53 L. 24/11/1981, n. 689, e, in subordine, applicazione delle sanzioni sostitutive previste dall'art. 20-bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I primi quattro motivi sono stati ritenuti manifestamente infondati, generici o reiterativi di censure già decise nei gradi di merito e non autonomamente confutate; la motivazione di merito è stata ritenuta congrua nel ritenere sussistente l'appropriazione indebita anche per distrazione di somme dalla loro destinazione specifica, nella considerazione dell'assenza di documentazione e dell'inspiegabile prolungarsi di presunte anomalie contabili. La richiesta di conversione della pena è stata dichiarata inammissibile perché la norma che consente la pena pecuniaria sostitutiva (art. 20-bis c.p.) opera solo per pene detentive non superiori ad un anno e, inoltre, la possibilità di invocare sanzioni sostitutive ex art.53 L. n.689/1981 non può essere proposta per la prima volta in Cassazione se non sollevata nei giudizi di merito. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile; la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e a una somma a titolo di sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende (liquidata equitativamente secondo il dispositivo), mentre non è stata condannata a rifondere le spese processuali alle parti civili poiché queste non hanno fornito un contributo effettivo e centrato sulle questioni oggetto del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen.

    La Corte richiama l'art. 646 c.p. relativo all'appropriazione indebita e interpreta la norma nel senso che integra il reato anche la violazione della destinazione specifica di somme ricevute dal soggetto (distrazione a fini diversi), con necessità di dolo che deve essere valutata alla luce del quadro probatorio complessivo

  • art. 20-bis cod. pen. (D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150)

    introdotto dall'art. 1, comma 1, lett. a), D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, a decorrere dal 30 dicembre 2022

    Prevede la pena pecuniaria sostitutiva della detentiva solo se la pena detentiva non supera un anno; pertanto la richiesta di conversione è inammissibile quando la pena inflitta è superiore a un anno

  • art. 53 legge 24 novembre 1981, n. 689

    La possibilità di applicare sanzioni sostitutive previste da tale norma non può essere sollevata per la prima volta in Cassazione se non è stata proposta nei gradi di merito

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma invocata per disporre la condanna alle spese processuali e alla somma a titolo di sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile, calibrata sul profilo di colpa dell'impugnante

Massime di principio

  • In ipotesi di appropriazione indebita contestata, la mera proposta di una lettura alternativa dei fatti senza autonoma e circostanziata confutazione degli argomenti motivazionali dei giudici di merito è generalmente insufficiente in Cassazione; la Corte richiede confutazioni mirate e specifiche delle argomentazioni già offerte nei precedenti gradi.
  • Le richieste di acquisizione di documenti decisivi (es. elenchi di versamenti presso l'Agenzia delle Entrate) devono essere sollevate tempestivamente nei gradi di merito; la mancata richiesta o la genericità della domanda rende improbabile il successo in sede di legittimità.
  • La difesa che invoca errori informatici o buona fede deve fornire elementi probatori tecnici e dettagliati che spieghino l'anomalia; affermazioni generiche o relazioni non adeguatamente correlate al modello di imputazione difficilmente sovvertono la motivazione che rileva disordine contabile funzionale a malversazioni.
  • La conversione della pena detentiva in pena pecuniaria è soggetta a limiti normativi temporali e di entità della pena (art. 20-bis c.p.) e, oltre a ciò, le sanzioni sostitutive disciplinate da leggi precedenti non possono essere richieste per la prima volta in Cassazione se non proposte nei gradi precedenti.
  • Le parti civili possono ottenere la condanna alle spese nel giudizio di legittimità solo se hanno effettivamente contribuito, anche per iscritto, a confutare il ricorso o a fornire argomentazioni utili alla decisione; semplice adesione alla decisione di merito senza contributo argomentativo non è sufficiente.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.