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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34304/2025 del 21/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso impugnava la condanna per il reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990 per il possesso finalizzato alla cessione di stupefacenti (controllo del 3 novembre 2021). All'imputato erano state sequestrate due confezioni: 12 g di hashish (calcolate come 175,3 dosi medie) e 2 g di marijuana (6,6 dosi medie). In casa erano stati trovati un bilancino di precisione, un grinder e un rotolo di carta d'alluminio. In primo grado erano state riconosciute le circostanze attenuanti generiche con giudizio di equivalenza alla recidiva semplice e la diminuente per il rito abbreviato. Il ricorrente denunciava: (1) violazione di legge e vizi di motivazione nella valutazione della destinazione alla cessione, sostenendo che gli strumenti erano di uso comune e che era titolare di cannabis terapeutica per uso personale; contestava inoltre la sproporzione nel calcolo del numero di dosi ricavabili; (2) vizio di motivazione circa la mancata prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva, stante l'anzianità delle pregresse condanne (2007-2008).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondate le censure sulla destinazione a cessione, condividendo la valutazione della Corte di appello che ha posto rilievo sulla consistenza quantitativa dell'hashish (e sul relativo contenuto psicoattivo), sulla presenza in casa di strumenti idonei al frazionamento (grinder, bilancino) e sulle modalità del controllo (l'imputato controllato in strada, con quantitativi non plausibili per uso personale). Ha escluso che la documentazione relativa a una presunta terapia con cannabis giustificasse la detenzione delle sostanze sequestrate, ritenendole diverse per principio attivo e modalità d'uso. Quanto alla questione delle attenuanti, la Corte ha ritenuto legittima la valutazione del giudice di merito che ha confermato il giudizio di equivalenza con la recidiva, motivando la maggiore pericolosità e la recidiva della persona. Conseguentemente è stata confermata la condanna a 10 mesi di reclusione e 2.000 euro di multa, con condanna alle spese processuali.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Quantitativi rilevanti di stupefacente, soprattutto se correlati al contenuto psicoattivo, orientano i giudici verso la destinazione alla cessione e non all'uso personale.
  • La presenza di strumenti idonei al frazionamento (bilancino, grinder, rotoli per il confezionamento) costituisce elemento fortemente indiziario di spaccio, anche se sono oggetti d'uso comune: occorre valutare il contesto e la coesistenza con quantità significative di droga.
  • La mera produzione di documentazione che attesta un trattamento con cannabis terapeutica non è automaticamente idonea a giustificare il possesso di altre sostanze (es. hashish) se queste differiscono per principio attivo, percentuale di THC o modalità d'uso; il difensore deve fornire prova chiara e specifica della compatibilità tra terapia e quantitativi trovati.
  • Il giudice del merito ha ampia discrezionalità nel bilanciare attenuanti e aggravanti (es. recidiva); la risalenza temporale delle precedenti condanne non esclude automaticamente che la recidiva prevalga, se il giudice motiva la maggiore pericolosità dell'imputato.
  • In controlli in strada, la detenzione 'non addosso' di quantità rilevanti può essere interpretata come prova di destinazione alla cessione: la modalità del rinvenimento è elemento valutabile ai fini dell'intento.

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