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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34297/2025 del 21/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di riesame ex art. 324 c.p.p. avverso il decreto di conversione di sequestro probatorio in preventivo (14/2/2025). Il ricorrente deduceva mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione, nonché travisamento dei fatti, sostenendo di vantare legittimazione alla restituzione dell'area (assegnata al suo sodalizio) e degli automezzi sequestrati, in proprio e quale presidente dell'associazione, in base alla documentazione prodotta.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente inammissibile. Ha richiamato che il ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge (art. 325 c.p.p.) e che non sono consentite censure di merito o generiche sulla motivazione. Il Tribunale del riesame aveva motivato l'inammissibilità per mancanza di interesse/legittimazione del ricorrente (l'area è di proprietà della Regione Lazio, quindi l'immobile non poteva essergli restituito) e per assenza di documenti idonei a dimostrare un diritto sugli automezzi; inoltre l'acquisizione successiva della disponibilità dell'area da parte dell'associazione non legittima la restituzione di manufatti abusivi. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Regola la richiesta di riesame; nel caso valutata la legittimazione ad impugnare il decreto di conversione del sequestro.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Stabilisce che il ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari reali è ammesso soltanto per violazione di legge; la Corte ne richiede la concretizzazione (assenza o mera apparenza della motivazione) per ammettere il ricorso.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Collegata al requisito motivazionale: la violazione della legge sulla motivazione si verifica quando il percorso argomentativo è radicalmente assente o di mera apparenza.

  • artt. 633, 639-bis, 452-bis cod. pen.

    artt. 633, 639-bis, 452-bis c.p.

    Reati contestati nell'originario procedimento penale a cui si riferisce il sequestro; la sentenza non entra nel merito della responsabilità penale ma richiama la titolarità del bene e i limiti della restituzione.

  • art. 44 d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380

    art. 44 d.P.R. n. 380/2001

    Norma del testo unico sull'edilizia richiamata in relazione ai manufatti abusivi; la Corte osserva che la successiva disponibilità dell'area non legittima la restituzione di opere abusive.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per l'onere delle spese e per il versamento a favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità non dolosa del ricorso.

  • Sentenza Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    C. cost. 13/6/2000 n. 186

    Richiamata per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità e giustificare l'applicazione dell'art. 616 c.p.p. con condanna pecuniaria equitativa.

  • Giurisprudenza: Sez. 3, n. 16352 dell'11/1/2021 (Di Luca, Rv. 281098)

    Richiamata quale indirizzo costante secondo cui può proporre il gravame solo chi vanti un interesse concreto e attuale corrispondente al risultato tipizzato (restituzione della cosa as effetto del dissequestro).

  • Pronuncia citata del 25/9/2025 (notizia di decisione)

    Indicata come recente orientamento secondo cui la persona sottoposta a indagini può proporre richiesta di riesame se allega un interesse concreto ed attuale correlato agli effetti della rimozione del sequestro; nel caso di specie nessun interesse di tale natura è stato allegato.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge; non è ammessa la revisione in Cassazione di questioni di merito o generiche censure sulla motivazione se non dimostrando l'assenza o la mera apparenza del percorso argomentativo.
  • Chi chiede la restituzione di beni sottoposti a sequestro deve dimostrare un interesse concreto e attuale e, in particolare, un titolo o un diritto sui beni; la mera disponibilità materiale dei beni sul luogo sequestrato non è sufficiente.
  • La titolarità formale dell'immobile (es. proprietà regionale) può escludere la legittimazione a impugnare la misura cautelare reale per chi non è titolare del diritto reale sull'immobile.
  • La successiva acquisizione della disponibilità di un'area non legittima, di per sé, la restituzione di manufatti edificati in violazione delle norme edilizie: la liceità del bene deve essere valutata indipendentemente dalla successiva titolarità o disponibilità.
  • Nelle impugnazioni cautelari reali è necessario formulare censure specifiche e circostanziate sulla motivazione: le obiezioni generiche circa il mancato esame di una mole documentale non sono idonee a superare l'inammissibilità.

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