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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11720/2024 del 20/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di revisione della sentenza definitiva di condanna per partecipazione ad associazione di cui all'art. 74 TU Stup. (condanna alla pena di 11 anni), fondata su "nuove prove": dichiarazioni testimoniali e documenti che avrebbero dimostrato che Ielo si era stabilito a Milano dal 1988 e che la sua partecipazione al sodalizio si era interrotta non oltre il 1990; argomento accessorio che per alcuni coimputati era intervenuta declaratoria di prescrizione, sicché la condotta dell'imputato sarebbe stata estinta per prescrizione prima della sentenza di condanna.

La decisione

Il ricorso per revisione è stato rigettato. La Corte territoriale, ritenuta ammissibile l'istanza, ha comunque acquisito le prove richieste ma ha ritenuto che gli elementi nuovi (residenza a Milano dal 1990) non dimostrassero "l'impossibilità" di rapporti con i sodali né una concreta dissociazione dall'associazione. La sentenza ha valorizzato le dichiarazioni dei collaboratori (in particolare Zoccoli e Marchese) che indicano attività del gruppo oltre il 1990 (fino almeno al 1993 e con riferimenti anche al 1995), ritenute credibili e riscontrate, e ha richiamato precedente valutazione della Corte di legittimità che aveva già giudicato la motivazione della condanna priva di vizi logici. È stata inoltre ricordata la regola secondo cui la declaratoria di prescrizione per alcuni coimputati non è incompatibile con la condanna di altri. A seguito del rigetto il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 74 D.P.R. 309/1990 (T.U. stupefacenti)

    Norma contestata come fattispecie di partecipazione ad associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; la condanna dell'imputato si fonda sulle dichiarazioni e sugli elementi probatori che hanno riconosciuto la partecipazione all'associazione.

  • art. 531 cod. pen.

    Regola sulla non doversi procedere per estinzione del reato per avvenuta prescrizione; la Corte ha rilevato che la declaratoria di prescrizione nei confronti di alcuni coimputati non è logicamente incompatibile con la condanna di altri associati.

  • Giurisprudenza - Sez. 5, n. 34515 del 18/06/2021 (Fadda)

    Principio richiamato secondo cui, ai fini della revisione, la prova nuova deve comportare la certezza ragionevole che il compendio probatorio originario non sia più idoneo a sostenere la sentenza di condanna.

  • Giurisprudenza - Sez. 2, n. 36426 del 26/05/2015

    Richiamata per confermare che la motivazione della sentenza di condanna era già stata ritenuta stringente e priva di vizi di manifesta illogicità: le valutazioni di merito sui collaboratori e sui riscontri non sono sindacabili in sede di revisione se non sussistono errori logico-giuridici evidenti.

  • Giurisprudenza - Sez. 5, n. 26594 del 28/02/2018 (Cavallari)

    Affermato che l'esistenza di una sentenza di non doversi procedere per prescrizione per alcuni coimputati non esclude la responsabilità penale di altri appartenenti allo stesso sodalizio.

Massime di principio

  • Per ottenere la revisione favorevolmente, le "nuove prove" devono dimostrare in termini di ragionevole certezza che il compendio probatorio originario non è più in grado di sostenere la condanna; mere discrepanze cronologiche o la prova di residenza in altra città non sono di per sé decisive.
  • La prova della residenza stabile altrove non equivale automaticamente a prova di dissociazione o di impossibilità di mantenere rapporti con il sodalizio: bisogna dimostrare la cessazione concreta e incompatibile con la partecipazione.
  • La credibilità e i riscontri dati dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, se ritenuti attendibili dal giudice, possono prevalere su elementi nuovi non decisivi; la revisione non è uno strumento per rinnovare la valutazione del merito senza che emergano fatti nuovi determinanti.
  • La declaratoria di prescrizione per alcuni coimputati non determina automaticamente l'estinzione della responsabilità di tutti gli altri membri dell'associazione: occorre valutare caso per caso la posizione individuale e le prove specifiche.
  • In sede di revisione il sindacato è principalmente volto a verificare vizi logico-giuridici o l'emergere di fatti nuovi risolutivi; le contestazioni che si limitano a chiedere una diversa valutazione critico-probatoria degli stessi elementi sono normalmente inammissibili o destinate al rigetto.

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