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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27463/2022 del 15/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza del Tribunale di Isernia che aveva rigettato l'istanza di riesame avverso il decreto di convalida del sequestro probatorio (del 18/10/2021) relativo a consistente materiale riconducibile a cannabis rinvenuto il 15/10/2021 presso l'azienda agricola "Greenchoose Di Lauro Alessandro". Le censure hanno riguardato profili procedurali (notifica e rispetto del termine di tre giorni di cui all'art. 324 c.p.p., modalità telematica dell'udienza, validità della notifica ex art. 161 c.p.p., avviso con numero di procedimento errato), la presunta illegittimità della perquisizione e del sequestro (mancanza dei presupposti di urgenza ex art. 103 DPR 309/1990; perquisizione eseguita da agenti non da ufficiali), carenze e apparente insufficienza della motivazione del decreto di sequestro (necessità di dimostrare l'efficacia drogante del materiale, eventuale sequestro parziale), e l'omesso esame di documenti prodotti dalla difesa e della diversa posizione dei due fratelli.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Sul merito dei punti principali: il termine dei tre giorni previsto dall'art. 324 c.p.p. è stato ritenuto rispettato perché riferito alla prima udienza fissata (29/10/2021 -> 4/11/2021) e non alla successiva prosecuzione; la censura su art. 161 c.p.p. è stata dichiarata generica per mancata indicazione del contenuto della nota della Guardia di Finanza; l'errore nel numero di procedimento non ha determinato lesione sostanziale del diritto di difesa; le perquisizioni svolte ai sensi dell'art. 103 DPR 309/1990 sono compatibili con l'attività di prevenzione e, anche se illegittime, non inficiano automaticamente il sequestro delle cose pertinenti al reato; la necessità di accertamenti tecnici sul complesso del materiale (verifica del principio attivo/THC) giustifica il sequestro sull'intero materiale; le doglianze sulle motivazioni e sui documenti prodotti sono state ritenute genericamente formulate e non idonee a far emergere una violazione di legge; infine la Corte ha confermato che il sindacato in Cassazione è limitato a vizi di legge e non a critiche di merito non specificate. In conseguenza dell'inammissibilità è stato disposto il pagamento delle spese e l'obbligo di versamento previsto dall'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Il termine dei tre giorni liberi per l'avviso decorre rispetto alla prima udienza di trattazione; la fissazione di udienze di prosecuzione o rinvio non richiede la riapertura di un nuovo termine di tre giorni

  • art. 23, comma 5, d.l. n. 137/2020

    Disciplina sulle udienze da remoto; il Tribunale può tener conto della normativa per fissare udienze telematiche, ma la rilevanza è limitata alla sua applicabilità nel periodo di efficacia

  • art. 161, comma 4, cod. proc. pen.

    Notifica presso il difensore se l'indagato è temporaneamente assente; la mancata specificazione della nota della GdF rende la censura generica e non sindacabile in Cassazione

  • art. 103 d.P.R. n. 309/1990

    Consente alla polizia giudiziaria di effettuare perquisizioni anche in via preventiva sulla base di notizie confidenziali per la prevenzione e repressione degli stupefacenti; tali perquisizioni non presuppongono necessariamente la commissione di un reato

  • art. 73 commi 1 e 4 d.P.R. n. 309/1990

    Fattispecie penale contestata (traffico/illegale detenzione di stupefacenti); la qualificazione della sostanza richiede, ai fini cautelari, accertamenti tecnici sull'efficacia drogante

  • art. 352, 353, 354, 253 cod. proc. pen.

    Norme richiamate con riferimento ai presupposti della perquisizione e del sequestro; la Corte richiama consolidata giurisprudenza che limita l'annullabilità del sequestro per perquisizioni illegittime

  • art. 292 cod. proc. pen.

    Riguarda motivazione e obblighi di indicazione; la Cassazione richiede specificità per sindacare carenze motivazionali

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Principio che i fatti non possono essere ricavati da meri indizi non gravi, precisi e concordanti; la Corte ha ritenuto che i motivi dedotti non dimostravano una violazione di questo principio in modo rilevante

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limiti del ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari reali: sindacato ammesso solo per violazioni di legge, mancanza o apparente carenza motivazionale rilevante

  • art. 616 cod. proc. pen.

    In caso di inammissibilità non per colpa della parte, consegue l'onere delle spese e il versamento della somma a favore della Cassa delle Ammende

  • art. 24 Cost. e art. 111 Cost.

    Richiamati dai ricorrenti in relazione al diritto di difesa e al giusto processo; la Corte ne evidenzia l'insussistenza di lesione sostanziale ove le ragioni difensive siano state espresse e valutate

Massime di principio

  • Il termine di tre giorni previsto dall'art. 324 c.p.p. si applica alla prima udienza di trattazione fissata: successivi rinvii o prosecuzioni non impongono automaticamente un nuovo termine di tre giorni.
  • Le eccezioni processuali fondate su documenti o note esterne (es. note della polizia) devono essere puntualmente richiamate e riprodotte nel ricorso per consentire il sindacato in Cassazione; sinonimo di genericità è causa di inammissibilità.
  • Le perquisizioni effettuate ex art. 103 DPR 309/1990 possono avvenire anche in funzione preventiva sulla base di notizie confidenziali; l'eventuale illegittimità della perquisizione non determina automaticamente l'illegittimità del sequestro delle cose pertinenti al reato.
  • In materia di prodotti derivati dalla coltivazione di cannabis, per giustificare il sequestro cautelare è spesso necessario disporre accertamenti tecnici volti a verificare l'efficacia drogante (contenuto di THC) sull'intero materiale sequestrato.
  • Il sindacato della Corte di Cassazione su provvedimenti cautelari reali è limitato a vizi di legge e a gravi carenze motivazionali; critiche di merito o deduzioni generiche sulla valutazione degli indizi sono inammissibili.
  • Errori formali negli avvisi (es. numero di procedimento) non determinano automaticamente nullità; è necessaria la dimostrazione di una lesione sostanziale del diritto di difesa.
  • Quando si impugna un provvedimento cautelare è essenziale dettagliare i punti specifici di violazione di legge e allegare/produrre i documenti rilevanti, indicando chiaramente come essi incidano sui presupposti giuridici del provvedimento impugnato.

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