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Cassazione Civile, Ordinanza n. 21807/2024 del 02/08/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (parte privata)

La controversia

Una cliente aveva agito davanti al Tribunale di Taranto contro la società con cui aveva concluso un contratto di noleggio di autovettura, chiedendo l'accertamento della risoluzione per inadempimento del contratto, la restituzione di somme versate a titolo di canoni e la declaratoria di insussistenza di crediti risarcitori e di rimborso vantati dalla società. Il Tribunale di Taranto aveva declinato la competenza per territorio in favore del foro convenzionale indicato nelle condizioni generali del contratto. Riassunto il giudizio davanti al Tribunale di Roma, il giudice romano ha ritenuto che la clausola di foro esclusivo fosse nulla perché vessatoria ai sensi del Codice del consumo e che dovesse operare il foro del consumatore; per questo ha sollevato d'ufficio regolamento di competenza ex artt. 45 e 47 c.p.c. La questione decisa dalla Cassazione non riguarda quindi il merito della lite contrattuale, ma la tempestività del regolamento d'ufficio, sollevato dopo la prima udienza di trattazione, a seguito di un rinvio chiesto per impedimento del difensore. La Corte ha ritenuto che il potere del giudice di promuovere il conflitto di competenza si fosse consumato, perché non era stato esercitato entro la prima udienza né espressamente riservato; il rinvio ad altra udienza non valeva a procrastinare la preclusione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile l'istanza di regolamento di competenza d'ufficio. Ha affermato che, dopo la riassunzione della causa a seguito di precedente declinatoria di competenza, il giudice investito deve sollevare il regolamento d'ufficio entro la prima udienza di trattazione, eventualmente anche riservandosi espressamente di decidere; se il potere non viene esercitato in udienza e non è oggetto di riserva espressa, esso si consuma e non può essere differito alla successiva udienza, neppure quando la prima sia stata rinviata per impedimento del difensore. Non è stata pronunciata condanna alle spese.

Norme richiamate

  • art. 45 c.p.c.

    Il regolamento di competenza d'ufficio deve essere sollevato dal giudice nei limiti temporali previsti dalla legge; il relativo potere non è procrastinabile oltre la prima udienza utile se non tramite espressa riserva

  • art. 47 c.p.c.

    Costituisce il procedimento attivato dal giudice per rimettere alla Corte la questione di competenza

  • art. 38 c.p.c.

    Il termine per il regolamento d'ufficio, nel caso di causa riassunta dopo declinatoria, è quello della prima udienza di trattazione

  • art. 183 c.p.c.

    Le attività processuali svolte in udienza non consentono di eludere la preclusione maturata sul rilievo officioso della competenza

  • art. 23 d.lgs. n. 206 del 2005

    La clausola di foro esclusivo nei contratti del consumatore può essere nulla se vessatoria, ma la Corte non ha deciso nel merito di tale questione

  • art. 33, comma 2, lett. u), d.lgs. n. 206 del 2005

    Richiamato dal giudice rimettente come norma che presume vessatoria la clausola che deroga alla competenza del foro del consumatore

  • art. 34 d.lgs. n. 206 del 2005

    Richiamato per la presunzione di vessatorietà della clausola derogatoria, in assenza di elementi contrari

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Norma che ha disciplinato la trattazione camerale del regolamento

Massime di principio

  • Nel regolamento di competenza d'ufficio, il giudice investito della causa dopo una pronuncia declinatoria deve attivarsi entro la prima udienza di trattazione; oltre tale momento il potere si consuma e il regolamento è inammissibile.
  • Il rinvio dell'udienza per ragioni di mero differimento non riapre né sospende il termine per promuovere il regolamento d'ufficio, salvo che il giudice abbia formulato una riserva espressa del potere di rilevare il conflitto.
  • La riserva del provvedere su una questione decidibile in udienza può conservare il potere solo se è chiara ed espressa; una formula ambigua o generica non basta a evitare la preclusione.
  • Quando la Cassazione è investita di un regolamento di competenza d'ufficio tardivo, deve dichiararne l'inammissibilità senza esaminare il merito della questione di competenza sostanziale sottostante.

Come è indicizzato

MaterieCompetenzaClausole vessatorie
RamiProcesso civileConsumatori
IstitutiNullitàOnere della prova

Testo integrale

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