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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35937/2025 del 04/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza per vizi di motivazione relativi agli elementi costitutivi del reato (in particolare la prova dello stato di ebbrezza) e al nesso eziologico tra tale stato e il sinistro stradale, nonché per l'applicazione dell'aggravante della provocazione del sinistro. Altri motivi contestavano la valutazione in relazione all'art. 131-bis cod. pen., il diniego delle circostanze generiche e il rigetto della richiesta di pena sostitutiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata per grave carenza motivazionale. Ha rilevato che la Corte d'appello, in sede di rinvio dalla precedente sentenza di annullamento della Cassazione (n. 22837/2024), non ha seguito la ratio decidendi della pronuncia di legittimità: ha trattato il funzionamento dell'etilometro e la distribuzione degli oneri della prova ma non ha esaminato compiutamente la responsabilità penale, il nesso di causalità dell'aggravante né gli altri profili di doglianza dichiarati dalla Cassazione assorbiti. Per tali ragioni la sentenza è stata nuovamente annullata e si è imposto un nuovo esame.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 30 aprile 1992 n. 285 (Codice della Strada), art. 186, comma 2, lett. c) e comma 2-bis

    art. 186, comma 2, lett. c) e comma 2-bis D.Lgs. 30 aprile 1992 n. 285

    La norma punisce la guida in stato di ebbrezza e prevede aggravanti se l'evento dannoso è conseguenza di tale stato. La Corte ha ritenuto che per applicare l'aggravante sia necessaria una motivazione chiara e specifica sia sulla prova dello stato di ebbrezza sia sul nesso causale tra ebbrezza e sinistro.

  • Codice penale, art. 131-bis

    Richiamata dalla difesa per ottenere una valutazione favorevole (compensazione/tenuità o applicazione di benefici), la norma richiede un esame motivato da parte del giudice; la Corte ha censurato la carenza di motivazione sul punto da parte della Corte d'appello.

  • Giurisprudenza: Corte di cassazione, Sez. IV, sentenza n. 22837/2024

    Corte di cassazione, n. 22837 del 21 marzo 2024

    La precedente decisione di legittimità aveva già annullato la sentenza della Corte d'appello per mancanza di motivazione sulla prova dello stato di ebbrezza e sul nesso eziologico; la Corte ha rilevato che in sede di rinvio la Corte d'appello non ha rispettato la ratio della sentenza di annullamento.

Massime di principio

  • In sede di rinvio la Corte d'appello è tenuta a rispettare la ratio decidendi della sentenza della Corte di cassazione che ha annullato: deve trattare espressamente i punti indicati dalla Cassazione e motivare compiutamente su di essi.
  • L'accertamento dello stato di ebbrezza richiede motivazione puntuale sulla prova strumentale (es. etilometro) e sulle modalità di accertamento; non è sufficiente una valutazione apodittica.
  • Per l'applicazione dell'aggravante collegata al sinistro è necessario motivare il nesso di causalità tra lo stato di ebbrezza e l'evento dannoso, distinguendo chiaramente accertamento fattuale e valutazioni probatorie.
  • Le richieste difensive relative a benefici o attenuanti (es. art. 131-bis c.p.) devono essere esaminate e motivate dal giudice; l'omissione di una valutazione costituisce vizio di motivazione.
  • Se la Corte d'appello omette di affrontare questioni specifiche indicate dalla Cassazione o non si conforma alla sua ratio, la Cassazione può disporre un nuovo annullamento per carenza motivazionale.

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