Cassazione Penale, Sentenza n. 24371/2024 del 20/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ampolo impugnava la conferma del giudizio di responsabilità per reati di bancarotta fraudolenta: capo A) distrazione del prezzo di vendita di un'autovettura della società; capo B) bancarotta fraudolenta documentale per tenuta irregolare dei libri sociali; capo C) aggravamento del dissesto per essersi astenuto dal richiedere il fallimento. Con otto motivi deduceva, tra l'altro, l'insussistenza dell'elemento oggettivo e soggettivo (proventi utilizzati per utenze e salari, importo esiguo), la possibile riqualificazione in bancarotta semplice, l'affidamento della contabilità al commercialista come causa esimente, la non configurabilità del reato relativo al mancato tempestivo ricorso al fallimento, vizio di motivazione nella quantificazione della pena, nonché l'applicabilità dell'art. 131-bis c.p. e dell'attenuante dell'art. 219, terzo comma, l. fall.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso complessivamente infondato eccetto che per il reato di cui al capo C), che è stato dichiarato estinto per prescrizione intervenuta in data 08/04/2023; pertanto la sentenza impugnata è annullata senza rinvio limitatamente al capo C). Per il resto i motivi sono stati rigettati: sono state confermate le statuizioni di responsabilità per i capi A) e B). La Corte ha inoltre annullato la sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Messina per la rideterminazione della pena e delle circostanze attenuanti, poiché nel giudizio di merito era stata erroneamente applicata la continuazione invece della disciplina dettata dall'art. 219, secondo comma, n. 1), l. fall. Alcuni motivi sono stati dichiarati inammissibili e altri manifestamente infondati; è stato ribadito che la causa di estinzione del reato non comporta automaticamente l'assoluzione se dagli atti non emerge in modo incontestabile l'insussistenza del fatto.
Norme richiamate
Disciplina la facoltà di chiedere discussione orale e la presentazione della requisitoria scritta; citato con riferimento alla procedura in Cassazione e alla requisitoria del Procuratore generale
Disp. att. cod. proc. pen., art. 173, comma 1
Limiti formali del ricorso per cassazione con riferimento all'articolazione dei motivi che possono essere esaminati
Codice di procedura penale, art. 129, comma 2
Il giudice può pronunciare l'assoluzione quando la causa di estinzione del reato emerge in modo assolutamente non contestabile dagli atti; la Corte ricorda che tale requisito è molto stringente
Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; ritenuta inapplicabile ai reati di bancarotta fraudolenta per la comminatoria edittale elevata
Legge fallimentare, art. 219 (I. fall.), comma 3 e comma 2, n. 1
Il comma terzo è richiamato in relazione all'attenuante (contestata come aspecifica); il comma secondo, n.1 disciplina l'aggravante per pluralità di fatti di bancarotta e la Corte rileva che la continuazione è stata applicata erroneamente in luogo della corretta disciplina dell'art. 219
Giurisprudenza di questa Corte (segnalazioni di massima)
Richiamati precedenti per i principi: omessa valutazione di motivo manifestamente infondato non annulla il giudizio, e principio che l'imprenditore non è esente da responsabilità per la cattiva tenuta della contabilità affidata a terzi salvo prova rigorosa contraria
Massime di principio
- La bancarotta fraudolenta documentale può essere configurata anche con dolo generico; non è necessario il dolo specifico quando la tenuta dei libri rende impossibile la ricostruzione del patrimonio.
- La mera delega della contabilità a un commercialista non esonera l'imprenditore dalla responsabilità: sussiste una presunzione semplice che i dati rispecchino le indicazioni del titolare, superabile solo con prova rigorosa.
- L'utilizzo dei proventi (es. per utenze o salari) deve essere giustificato documentalmente: l'imputato che non giustifica in modo credibile la destinazione dei fondi non evita la responsabilità per distrazione.
- L'art. 131-bis c.p. (tenuità del fatto) è inapplicabile quando la fattispecie ha una pena edittale elevata, come nella bancarotta fraudolenta.
- La prescrizione estingue il reato ma non conduce automaticamente all'assoluzione; il giudice può assolvere solo se dagli atti emerge in modo incontestabile l'insussistenza del reato, altrimenti il capo va dichiarato estinto e le altre questioni proseguono.
- In sede di cassazione, i motivi manifestamente infondati non vengono esaminati e la loro omissione in appello non è causa di annullamento.
- Se la causa estintiva interviene dopo il giudicato, la Corte di legittimità può annullare senza rinvio il capo estinto; per la determinazione della pena residua, se nel merito è stata applicata in modo errato una fattispecie concorsuale (es. continuazione), è necessario il rinvio per rideterminare il trattamento sanzionatorio secondo la norma corretta.
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