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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23908/2023 del 31/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello sotto molteplici profili. Mercadante ha contestato la credibilità della persona offesa Di Costa, la valutazione delle conversazioni intercettate e la sussistenza dell'elemento materiale e dell'abuso di potere rispetto al reato di cui all'art. 319-quater cod. pen., oltre a contestare la qualificazione corruttiva (capo E) e la mancata verifica di transazioni bancarie. Potenzoni ha denunciato la mancata prova dell'usura (assenza di riscontri bancari, genericità delle dichiarazioni) e la mancata motivazione sulle aggravanti e sulle attenuanti. Punta e Barba hanno censurato l'utilizzabilità e l'attendibilità della testimonianza di Di Costa, la configurabilità dei reati di tentata estorsione e di illecita concorrenza (art. 513-bis, 629 e 56 cod. pen.), la responsabilità a titolo di concorso, e la sussistenza dell'aggravante 'metodo mafioso' (art. 7 legge 203/1991 e art. 416-bis.1), nonché la carenza di riscontri alle conversazioni intercettate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi: il ricorso di Mercadante è stato dichiarato infondato e rigettato (confermata la condanna per il reato riqualificato ex art. 319-quater e per corruzione al capo E); il ricorso di Potenzoni è stato ritenuto infondato in gran parte e rigettato (la Corte d'appello aveva comunque prosciolto Potenzoni per intervenuta prescrizione quanto al capo C relativo all'estorsione, e confermato la condanna per usura al capo B); i ricorsi di Punta e Barba sono stati anch'essi rigettati e le rispettive condanne per i reati contestati ai capi a) e b) (artt. 513-bis e 56, 629 cod. pen., aggravati ex art. 7 legge 203/1991) sono state confermate. La Suprema Corte ha ritenuto adeguata e non manifestamente illogica la motivazione dei giudici di merito sulla attendibilità della persona offesa, sulla valutazione delle intercettazioni (in particolare conversazioni ritenute probatorie quali la prog. 431/17/03/2011 e la prog. 455/18/03/2011) e sulla ricostruzione del rapporto corruttivo e dell'abuso di funzione. Ha inoltre precisato che l'assenza di accertamenti bancari non era decisiva alla luce delle risultanze conversazionali e di riscontri indiretti. Sulla questione della nuova formulazione normativa (art. 318 vs art. 319 e art. 319-quater) la Corte ha osservato il principio della norma piu favorevole ma ha ritenuto comunque inoperante tale principio a favore dei ricorrenti nei termini del caso concreto. In conclusione i ricorsi sono stati respinti e le statuizioni di condanna e determinazione delle pene, così come riformulate in parte dalla Corte d'appello, sono state confermate.

Norme richiamate

  • art. 319-quater cod. pen.

    La Corte ha ritenuto applicabile la nozione di abuso della funzione per condotte induttive del pubblico ufficiale volte a conseguire utilita, avallando la riqualificazione operata dai giudici di merito e la sussistenza dell'elemento soggettivo e materiale del reato nel comportamento di Mercadante

  • art. 319 cod. pen.

    Richiamato nel confronto storico-normativo: la Suprema Corte ha ricordato la giurisprudenza sulla 'messa a libro paga' e sull'asservimento della funzione che tradizionalmente era ritenuto rilevante anche senza singoli atti contrari ai doveri d'ufficio

  • art. 318 cod. pen.

    Citando la modificazione normativa successiva ai fatti, la Corte ha applicato il principio della norma piu favorevole ma ha ritenuto che, nel caso concreto, la ricostruzione dei giudici di merito non traeva vantaggio decisivo da una diversa inquadratura formale

  • art. 513-bis cod. pen.

    La Corte ha confermato che il reato di illecita concorrenza con minaccia o violenza richiede condotte idonee a contrastare la libertà di determinazione dell'impresa concorrente; nel caso la minaccia dei danni agli esercizi collegati alla vittima è stata ritenuta idonea a costituire tale pericolo

  • art. 629 e art. 56 cod. pen.

    La Corte ha ritenuto integrata la fattispecie di tentata estorsione (e il concorso di persone) con la semplice presenza non casuale di Punta quale contributo efficiente alla minaccia

  • art. 7 legge 203/1991 (aggravante 'metodo mafioso')

    La Corte ha ritenuto sussistente l'aggravante quando la minaccia è stata accompagnata dall'evocazione di un sodalizio criminale noto, in grado di creare una condizione di assoggettamento nella vittima

  • art. 210 cod. proc. pen.

    Sollevata dai difensori l'ipotesi di inutilizzabilità della testimonianza di una persona offesa coinvolta in altro procedimento; la Corte ha escluso l'incompatibilità per mancanza di collegamento probatorio tra i procedimenti

  • art. 371 comma 2 lett. b) cod. proc. pen.

    Richiamata nella valutazione dell'eventuale collegamento probatorio tra procedimenti: la Corte ha ritenuto assente l'identità di fatti o di elementi di prova necessari per dichiarare l'incompatibilita a testimoniare

Massime di principio

  • La deposizione della persona offesa, anche se parte civile, può essere sufficiente a fondare la condanna purché il giudice di merito la valuti positivamente e motivi sull'attendibilità, con maggior rigore quando esista un interesse economico della parte civile
  • Le intercettazioni telefoniche contenenti ammissioni o riferimenti nitidi a versamenti o rapporti corruttivi possono integrare un riscontro probatorio significativo anche in assenza di verifiche bancarie formali, se il tenore complessivo delle conversazioni è coerente e corroborato da altri elementi
  • Le censure di carattere esclusivamente probatorio o proposizioni alternative della ricostruzione non sono di regola idonee in Cassazione a ribaltare la valutazione dei fatti compiuta dai giudici di merito, salvo vizi di motivazione palese o illogicità manifesta
  • Per la configurazione del reato di illecita concorrenza con violenza o minaccia (art. 513-bis) è necessaria una condotta connotata da idoneità offensiva alla libertà di determinazione dell'impresa concorrente; la minaccia verso soggetti legati all'attività della vittima può rientrare in tale nozione
  • La presenza non casuale di un soggetto al luogo della minaccia può integrare il concorso nel reato di estorsione, se la presenza ha offerto stimolo, sicurezza o adesione all'azione criminosa
  • L'aggravante del 'metodo mafioso' richiede l'utilizzo della minaccia o evocazione di contiguità a sodalizi criminali per creare assoggettamento nella vittima: l'evocazione esplicita di appartenenza a clan può legittimare l'aggravante
  • Il cambiamento normativo tra fattispecie (es. art. 319 vs art. 319-quater o art. 318) impone al giudice di applicare la norma piu favorevole retroattivamente, ma tale principio opera solo se concretamente più favorevole rispetto alla pena o alla fattispecie applicata
  • In Cassazione è essenziale circoscrivere i motivi a vizi di diritto o a errori di motivazione manifesti; deduzioni meramente istruttorie o richieste di rivalutazione dei fatti sono spesso inammissibili o infondate

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