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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41597/2022 del 04/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Caltanissetta (26/05/2021) che aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado e confermato la condanna per omicidio colposo con violazione delle norme sulla circolazione stradale. La ricorrente deduce quattro motivi: (1) nullità per violazione degli artt. 521-522 c.p.p., sostenendo che la Corte avrebbe ritenuto responsabilità per una svolta a sinistra non contestata dal P.M.; (2) vizio di motivazione e violazione dell'art. 40 c.p. per mancato esame del nesso causale, atteso che la condotta del motociclista (sorpasso a 128 km/h) avrebbe interrotto il nesso causale; (3) mancata assoluzione con riferimento all'art. 530 c.p.p. per dubbio espresso nei fatti ma comunque condanna; (4) applicabilità della "scriminante" (richiamata come art. 131-bis c.p.) ritenuta invece non presa in considerazione correttamente dalla Corte territoriale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma a titolo di sanzione pecuniaria. Il Collegio ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato: le censure costituivano ricostruzioni alternative dei fatti e una nuova valutazione probatoria non consentita in Cassazione; non è stata ravvisata violazione del diritto di difesa (la questione della mancata verifica dello specchietto era già contestata nel capo d'accusa e adeguatamente affrontata in motivazione); la Corte ha correttamente valutato la concorrenza causale ex art. 41 c.p. e ha escluso l'applicabilità dell'art. 131-bis c.p. con motivazione sufficiente.

Norme richiamate

  • artt. 521-522 cod. proc. pen.

    Richiamati dalla ricorrente per denunciare nullità; la Corte li ha ritenuti non violati perché l'imputata aveva la concreta possibilità di difendersi rispetto ai profili di addebito rimessi in discussione in appello

  • art. 40 cod. pen.

    Invocato dalla difesa in relazione al nesso causale; la Corte ha ritenuto le doglianze inadeguate e ha richiamato la necessità di valutare la concorrenza causale complessiva, senza ritenere automaticamente interrotto il nesso per la condotta del motociclista

  • art. 41 cod. pen.

    Richiamato dalla Corte come fondamento della nozione di concorso causale tra condotte colpose, utile a spiegare perché la condotta del motociclista non abbia necessariamente escluso la responsabilità dell'imputata

  • art. 131-bis cod. pen.

    Invocato dalla difesa come possibile scriminante/attenuante; la Corte territoriale ne ha escluso l'applicabilità con motivazione ritenuta dalla Cassazione adeguata e congrua

  • art. 530 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla ricorrente in relazione alla richiesta di assoluzione per insufficienza di prove; la Cassazione ha ritenuto che la motivazione di merito non manifestasse i vizi tali da giustificare l'assoluzione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla Corte per valutare l'eventuale assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; la Corte non ha ravvisato tale assenza e ha quindi applicato la sanzione pecuniaria

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13/06/2000

    Citata in relazione al regime delle sanzioni per ricorsi infondati; utilizzata per giustificare l'imposizione della sanzione pecuniaria

Massime di principio

  • In materia di reati colposi la Cassazione non ammette ricostruzioni alternative dei fatti già esaminate in sede di merito: i motivi che chiedono una nuova valutazione probatoria sono in genere inammissibili o manifestamente infondati.
  • La riformulazione in appello della qualificazione della condotta (es. da commissiva a omissiva) non viola il principio di corrispondenza tra accusa e sentenza se l'imputato ha avuto la concreta possibilità di difendersi su tutti i profili rilevanti.
  • La condotta di un terzo (es. il sorpasso ad alta velocità del motociclista) può concorrere causalmente ma non necessariamente interrompe il nesso causale: per escludere la responsabilità occorre dimostrare un intervento novus actus interruttivo, chiaramente idoneo e determinante rispetto all'evento.
  • Le invocazioni di scriminanti o attenuanti (es. art. 131-bis) devono essere esplicitate e motivate con precisione; deduzioni vaghe o generiche saranno respinte.
  • I ricorsi manifestamente infondati possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanna alle spese e sanzioni pecuniarie: utile valutare previamente la fondatezza giuridica e la specificità delle censure prima di proporre ricorso in Cassazione.

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