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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40112/2024 del 30/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la conferma in appello della condanna per più reati di bancarotta fraudolenta (per distrazione e documentale) in relazione ai fallimenti di Pielle Shoes s.r.l., Pielle Trading s.r.l. e CDM Paper Group s.p.a. Le censure principali contestavano: errata qualificazione di Pieraccini quale amministratore di fatto; inattendibilità e contrastività delle dichiarazioni dei testi (es. Quilici, Pieri, Garini); insufficienza e vizi probatori rispetto all'apporto causale e all'elemento soggettivo; possibile riqualificazione di alcune condotte in bancarotta preferenziale; omissione di esame di un secondo atto di ricorso in sede di Cassazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso infondato e lo ha respinto. In particolare ha confermato la correttezza della valutazione di merito circa la qualifica di "amministratore di fatto" basata su indici sintomatici (presenza continuativa, direttive ai dipendenti, rapporti con fornitori, ruolo operativo), ha ritenuto regolare la valutazione dell'attendibilità dei testi in presenza di riscontri incrociati, ha escluso la necessità di deleghe formali per l'amministrazione di fatto e ha ritenuto non sufficienti le doglianze difensive presentate in modo generico o senza allegare gli atti processuali necessari per l'autosufficienza del ricorso. Va inoltre segnalato che preliminarmente erano intervenute pronunce (una di inammissibilità e successivamente l'accoglimento di un rimedio straordinario che aveva rimesso la questione a giudizio rescissorio) ma, nel giudizio deciso con la presente pronuncia, le doglianze sul merito sono state respinte.

Norme richiamate

  • art. 2639 cod. civ.

    richiamata dalla difesa ma ritenuta inconferente con la fattispecie per come ricostruita: la Corte evidenzia che la contestazione si fonda sul ruolo di fatto e non su profili civilistici richiamati dalla difesa

  • artt. 216 e 223 legge fallimentare

    art. 216 e art. 223 l.fall.

    richiamati in riferimento alla disciplina della bancarotta; la Corte afferma che l'amministratore di fatto assume gli stessi doveri e responsabilità penalmente rilevanti dell'amministratore di diritto

  • artt. 192-194 cod. proc. pen.

    norme sull'assunzione e valutazione delle dichiarazioni testimoniali e sul testimone assistito: la Corte valuta l'attendibilità dei testi tenendo conto dello status processuale e dei riscontri

  • art. 197-bis cod. proc. pen.

    riferito allo status di teste assistito; la Corte ha applicato le regole di valutazione probatoria speciali previste per tali dichiarante e ha richiesto l'esistenza di riscontri

  • principi giurisprudenziali citati

    varie pronunce di legittimità richiamate in motivazione

    la Corte si è richiamata a precedenti di legittimità che definiscono gli "indici sintomatici" per riconoscere la qualifica di amministratore di fatto e la responsabilità penale per reati fallimentari

Massime di principio

  • La qualifica di "amministratore di fatto" non richiede cariche formali o deleghe scritte: è decisiva la valutazione di indici sintomatici (presenza continuativa, direttive ai dipendenti, rapporti con fornitori, ruolo decisionale operativo).
  • La testimonianza di soggetti "assistiti" o potenzialmente interessati può essere valutata e apprezzata se esistono riscontri esterni e depositi coerenti; le censure generiche sull'inattendibilità senza indicazione di specifici contraddetti sono deboli in sede di legittimità.
  • Essere beneficiario finale di trasferimenti societari è un elemento probatorio rilevante che, se collegato a indici gestori, aiuta a fondare la responsabilità penale per distrazione; fatture formali non valgono se manca una prestazione reale e congrua a giustificarne l'ammontare.
  • In materia di reati fallimentari l'amministratore di fatto assume l'intera gamma dei doveri dell'amministratore di diritto e può rispondere per tutta l'attività illecita della società anche se non beneficiario diretto di ogni singola distrazione.
  • In Cassazione i motivi devono essere autosufficienti: deduzioni meramente enunciate o prive di allegazione o trascrizione degli atti decisivi vengono frequentemente dichiarate inammissibili o infondate.
  • Proceduralmente, se più atti di impugnazione sono posti, occorre che il giudice di legittimità ne esamini effettivamente i contenuti; l'omesso esame può comportare rimessione o rescissione, ma il merito sarà comunque valutato alla luce degli elementi di prova concreti.

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