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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39968/2024 del 30/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Chece Amedeo era stato condannato per il reato di raccolta di scommesse senza la licenza prescritta dall'art. 88 T.U.L.P.S., avendo gestito all'interno del proprio esercizio commerciale un centro di raccolta per conto dell'allibratore straniero Centurionbet Ltd, privo di concessione. In Cassazione il ricorrente ha articolato cinque motivi: (1) violazione di norme UE e CEDU per presunta operatività come "Centro di Elaborazione Dati" e attività transfrontaliera lecita; (2) sussistenza di un titolo rilasciato dalla Questura (comunicazione ex art. 1 comma 644 lett. e) L. n.190/2014) che avrebbe legittimato l'attività; (3) assenza dell'elemento soggettivo per errore di diritto inevitabile dovuto a complessità normativa; (4) discriminazione del bookmaker Centurionbet da misure nazionali (Bando Monti); (5) applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) e richieste attenuanti e riduzione pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato la legittimità della normativa nazionale che richiede sia la concessione sia l'autorizzazione di polizia per l'attività di raccolta scommesse, richiamando la giurisprudenza della Corte di Giustizia UE (tra cui Biasci e Placanica) che ritiene compatibile tale disciplina con il diritto dell'Unione salvo il caso di illegittima esclusione discriminatoria dell'operatore estero dalle procedure di concessione, non dimostrata in questo caso. La Corte ha ritenuto provata l'attività di intermediazione e raccolta svolta dal ricorrente (accettazione scommesse in loco, pagamento vincite, uso di account impersonali e terminali) e ha escluso l'errore di diritto inevitabile, sottolineando l'onere rigoroso di informazione per chi esercita professionalmente l'attività. Ha inoltre rigettato l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. per la mancanza del requisito della particolare tenuità, avendo la condotta carattere organizzato e reiterato. Conseguentemente è stata confermata la condanna (nove mesi di reclusione) pronunciata nei gradi precedenti; il ricorrente è stato condannato alle spese e ad un versamento alla Cassa delle Ammende per profili di colpa nella determinazione dell'inammissibilità.

Norme richiamate

  • Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 (raccolta di scommesse)

    La raccolta di scommesse per conto di un allibratore straniero privo di concessione integra il reato previsto dall'art. 4; è irrilevante il mero rapporto con il centro di raccolta se risulta attività di intermediazione autonoma.

  • Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.), art. 88

    La licenza per l'esercizio delle scommesse è subordinata alla concessione; lo Stato può prevedere l'obbligo di autorizzazione di polizia oltre alla concessione (doppio binario) e ciò è compatibile con il diritto UE se proporzionato agli obiettivi di contrasto alla criminalità.

  • Codice Penale, art. 131-bis (non punibilità per particolare tenuità)

    La particolare tenuità richiede valutazione complessiva del disvalore della condotta; attività organizzata e reiterata nei confronti di un pubblico indeterminato esclude la particolare tenuità.

  • Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1 comma 644 lett. e) (Legge di Stabilità 2015)

    La difesa richiamava la comunicazione della Questura prevista da tale norma come titolo abilitativo; la Corte ha ritenuto la doglianza inammissibile poiché non proposta in appello e priva di documentazione probatoria.

  • D.L. 25 marzo 2010, n. 40, art. 2 comma 1-ter (interpretazione art. 88 T.U.L.P.S.)

    Conferma che la licenza prevista dall'art. 88 T.U.L.P.S. è efficace solo dopo il rilascio della concessione da parte dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato; rafforza il principio del doppio binario.

  • Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE), artt. 49 e 56 (libertà di stabilimento e prestazione dei servizi)

    La Corte ha richiamato la giurisprudenza CJEU che considera compatibili con gli artt. 49 e 56 restrizioni giustificate dalla lotta alla criminalità legata al gioco, purché proporzionate e non discriminanti; non giustificano automaticamente l'esenzione dalla normativa nazionale quando l'operatore svolge intermediazione in loco.

  • Giurisprudenza citata (Corte di Giustizia UE: Biasci, Placanica; Corte EDU e giurisprudenza interna)

    Le sentenze della Corte di Giustizia non impediscono allo Stato di richiedere concessione/autorizzazione; solo la prova di un'illegittima esclusione o discriminazione dell'operatore estero può escludere l'applicabilità della normativa penale interna.

Massime di principio

  • La gestione di un centro di raccolta scommesse in Italia per conto di un bookmaker estero senza concessione/licenza integra il reato previsto dalla legge nazionale; la mera disponibilità di infrastrutture telematiche non trasforma automaticamente l'attività in un "servizio transfrontaliero puro" esente dalla normativa italiana.
  • Il diritto UE non preclude a priori l'obbligo nazionale di concessione e di autorizzazione di polizia (doppio binario): per sfuggire alla normativa nazionale l'operatore comunitario deve dimostrare un'illegittima esclusione o discriminazione nelle procedure di concessione.
  • Il titolo rilasciato da autorità amministrative (es. comunicazioni della Questura) deve essere prodotto e contestato nei gradi di merito; introdurre tali doglianze per la prima volta in Cassazione è generalmente inammissibile.
  • L'errore di diritto è difficilmente riconosciuto a chi esercita professionalmente l'attività: obbligo rigoroso di informazione e approfondimento normativo grava sull'operatore commerciale; il dubbio non equivale all'ignoranza inevitabile.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità richiede valutazione del disvalore complessivo della condotta; attività organizzata, reiterata e diretta a un pubblico indeterminato esclude generalmente la particolare tenuità.
  • In situazioni simili occorre documentare chiaramente: la natura puramente transfrontaliera dell'attività (nessuna intermediazione in loco), l'assenza di accettazione/erogazione diretta di scommesse o vincite in Italia, oppure la prova di discriminazione/illegittima esclusione dall'accesso alla concessione per poter fondare una difesa basata sul diritto UE.

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