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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39974/2024 del 30/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Napoli del 12/04/2024 che aveva parzialmente riformato l'ordinanza del G.i.p. del Tribunale di Avellino (18/03/2024) sostituendo la custodia in carcere con gli arresti domiciliari. Il ricorrente deduceva: 1) violazione di legge e carattere apparente della motivazione per mancanza di autonoma valutazione rispetto all'ordinanza applicativa e al quesito del P.M., in violazione del comma 9 dell'art. 309 c.p.p.; 2) vizio di motivazione rispetto alla ritenuta sussistenza del pericolo di reiterazione, asserendo che il Tribunale aveva dedotto il pericolo solo dalle modalità dei fatti senza considerare elementi ostativi (assenza di società a lui riconducibili, sequestro dei conti, inoperatività del cassetto fiscale, natura risalente delle condotte) e senza compiere la necessaria "prova di resistenza".

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta rinuncia formalmente manifestata dal difensore e procuratore speciale del ricorrente, rinuncia collegata al venir meno degli arresti domiciliari a seguito di un'ordinanza del G.i.p. del Tribunale di Avellino. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente esonerato dalle spese. Decisione emessa l'08/10/2024. La Corte non è entrata nel merito delle censure prospettate.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Il ricorrente invocava la norma per lamentare la mancanza di autonoma valutazione del Tribunale nella pronuncia di riesame; tuttavia la Corte di legittimità non ha esaminato il merito della questione per sopravvenuta inammissibilità dovuta alla rinuncia al ricorso. Si evince che i profili di illegittimità richiedono la declaratoria di ammissibilità per essere vagliati sul merito.

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso o la sopravvenuta cessazione della materia del contendere (es. venir meno della misura cautelare) determina in genere la dichiarazione di inammissibilità della impugnazione, con conseguente mancato esame del merito.
  • Quando si impugna un provvedimento di riesame ex art. 309 c.p.p., la censura sul mancato esercizio di "autonoma valutazione" richiede che il giudice di legittimità possa accedere al merito; se il ricorso diventa inammissibile per rinuncia o sopravvenienza, tali censure non vengono valutate.
  • La prova della concretezza e attualità del pericolo di reiterazione non può essere dedotta soltanto dalle modalità dei fatti: il giudice di riesame deve considerare anche elementi anche sopravvenuti o ostativi (sequestro dei conti, cessazione dell'attività, assenza di strutture societarie riconducibili) e il difensore deve sollecitare e documentare la "prova di resistenza".
  • In situazioni simili è strategico valutare prima se le circostanze sopravvenute rendono irrilevante il ricorso (per evitare spese e tempo) oppure procedere con il ricorso solo quando sussiste ancora un interesse concreto al suo esame; in caso di rinuncia motivata dalla cessazione della tutela impugnata, è frequente l'esonero dalle spese processuali.
  • La difesa, se contesta la motivazione per apparente mancata autonoma valutazione, dovrebbe predisporre un raffronto sinottico dettagliato dei provvedimenti e fornire elementi probatori idonei a dimostrare l'assenza di esigenze cautelari aggiornate.

Testo integrale

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