Cassazione Penale, Sentenza n. 39975/2024 del 30/10/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza che aveva confermato la condanna per danneggiamento e violenza privata: si contestava l'assenza di effettiva contemporaneità tra il danneggiamento e la minaccia, la mancata dimostrazione del deterioramento e della perdita di funzionalità dell'autovettura, l'erronea applicazione dell'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede, l'interpretazione dell'art. 612 c.p. in relazione alle minacce e la negazione della sospensione condizionale della pena. Il Pubblico Ministero aveva chiesto annullamento limitato alla condanna per danneggiamento con rinvio per il trattamento sanzionatorio; la difesa, in subordine, ha prodotto certificato di morte chiedendo la declaratoria di estinzione dei reati.
La decisione
La Corte di cassazione ha rilevato che l'imputato è deceduto il 23/12/2023, in epoca successiva alla proposizione del ricorso per cassazione. Per tale motivo ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata con la formula che i reati sono estinti per morte dell'imputato, richiamando l'art. 129, comma secondo, c.p.p. e la giurisprudenza richiamata. Non è stata pronunciata alcuna decisione sul merito delle questioni sostanziali dedotte in ricorso, essendo esaurito il rapporto processuale e preclusa la pronuncia di proscioglimento nel merito.
Norme richiamate
art. 129, comma secondo, cod. proc. pen.
La Corte ha ritenuto applicabile la norma per disporre l'annullamento senza rinvio della sentenza perché la morte dell'imputato, intervenuta successivamente alla proposizione del ricorso per cassazione, determina l'estinzione dei reati e l'impossibilità di pronunciare proscioglimento sul merito.
art. 612 cod. pen.
Richiamato nelle doglianze del ricorrente in relazione alla qualificazione della minaccia in costanza di danneggiamento; tuttavia la Corte di cassazione non si è pronunciata sul merito di tale questione a causa dell'estinzione del reato per morte dell'imputato.
Massime di principio
- Se l'imputato muore dopo aver proposto ricorso in Cassazione ma prima della decisione, il giudice di legittimità ritiene generalmente di annullare senza rinvio la sentenza e dichiarare estinti i reati, ai sensi dell'art. 129 c.p.p.
- La morte dell'imputato sopravvenuta interrompe il processo e preclude pronunce sul merito (es. proscioglimento o decisioni sul punto), salvo che la procedura non sia già definitivamente estinta in precedenza.
- Per ottenere la declaratoria di estinzione è opportuno produrre tempestivamente il certificato di morte; la produzione documentale può influire sulla fase decisionale della Corte di cassazione.
- Le questioni sostanziali sollevate (es. contemporaneità delle condotte, applicazione di circostanze aggravanti, prova del danno) restano teoricamente aperte ma non vengono ulteriormente decise se interviene la morte dell'imputato durante il giudizio di legittimità.
- Richieste parziali del Pubblico Ministero (es. annullamento limitato con rinvio per alcune statuizioni) possono diventare irrilevanti se sopravviene l'estinzione del reato per causa di morte.
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