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Cassazione Penale, Ordinanza n. 18700/2025 del 19/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha osservato che le doglianze si risolvevano nella richiesta di una diversa lettura degli elementi di fatto e nell'adozione di parametri di valutazione diversi da quelli usati dal Tribunale di Sorveglianza. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tribunale)

La controversia

Il difensore del condannato ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che aveva rigettato la richiesta di ammissione all'affidamento in prova al servizio sociale, alla semilibertà e alla detenzione domiciliare. L'ordinanza impugnata aveva ritenuto inammissibili semilibertà e detenzione domiciliare e aveva comunque negato l'affidamento in prova valorizzando la gravità dei fatti per cui vi era stata condanna, i precedenti penali, l'assenza di un progetto di riabilitazione, le negative informazioni di polizia e il mancato avvio di una revisione critica. Nel ricorso si evidenziavano alcuni elementi favorevoli: il fatto che il condannato non avesse violato la misura cautelare cui era stato sottoposto per circa un anno e la disponibilità a svolgere attività di volontariato. La Corte ha però ritenuto che tali elementi fossero recessivi rispetto a quelli negativi già valorizzati dal giudice di sorveglianza e che il ricorso mirasse, in sostanza, a una non consentita rivalutazione del merito.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

  • art. 47 ord. pen.

    Richiamato implicitamente nel riferimento all'affidamento in prova al servizio sociale quale misura alternativa richiesta.

  • art. 50 ord. pen.

    Richiamato implicitamente nel riferimento alla semilibertà quale misura alternativa richiesta.

  • art. 47-ter ord. pen.

    Richiamato implicitamente nel riferimento alla detenzione domiciliare quale misura alternativa richiesta.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità avverso provvedimenti del tribunale di sorveglianza, non è consentito sollecitare una rivalutazione del merito attraverso la mera contrapposizione di una diversa lettura degli elementi di fatto già esaminati dal giudice di merito.
  • Il diniego dell'affidamento in prova può essere sorretto da un apprezzamento complessivo negativo fondato sulla gravità dei fatti, sui precedenti penali, sull'assenza di un progetto trattamentale o riabilitativo e sulla mancata emersione di una seria revisione critica della condotta.
  • La presenza di alcuni elementi positivi, se isolati e meno significativi rispetto ai dati negativi complessivamente valorizzati, non è sufficiente a censurare in cassazione la motivazione del giudice di sorveglianza quando il ricorso non evidenzi un reale vizio logico-giuridico della decisione.
  • L'inammissibilità del ricorso determina la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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