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Cassazione Penale, Ordinanza n. 18667/2025 del 19/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello, in parziale riforma della decisione di primo grado, aveva accolto la richiesta di concordato ex art. 599-bis c.p.p. e rideterminato la pena inflitta per il reato di rapina aggravata. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione deducendo violazione di legge e vizio di motivazione: lamentava che la Corte di appello non avesse riconosciuto le attenuanti generiche con giudizio di prevalenza e che la motivazione fosse insufficiente o carente.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché fondato su motivi non consentiti nel giudizio di legittimità avverso sentenza emessa ex art. 599-bis c.p.p. Ha rilevato che, in tale ipotesi, il ricorso è ammissibile solo per contestare la formazione della volontà di aderire al concordato, il consenso del pubblico ministero, il contenuto difforme della decisione rispetto all'accordo, ovvero l'omessa declaratoria di estinzione del reato per prescrizione già maturata. Sono invece precluse doglianze sulle attenuanti, sui motivi rinunciati, sull'art. 129 c.p.p. e sulla determinazione della pena, salvo il caso di illegalità della sanzione. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro tremila alla cassa delle ammende, ravvisando profili di colpa nella causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 599-bis c.p.p.

    Per la sentenza resa a seguito di concordato in appello, il ricorso per cassazione è circoscritto a vizi specifici: formazione della volontà di aderire al concordato, consenso del pubblico ministero, difformità tra accordo e decisione, omessa declaratoria di prescrizione già maturata.

  • art. 129 c.p.p.

    La mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento non è deducibile con ricorso per cassazione contro la sentenza emessa ex art. 599-bis c.p.p., nei limiti indicati dalla Corte.

  • art. 616 c.p.p.

    All'inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in presenza di colpa, della somma in favore della cassa delle ammende.

  • art. 599-bis c.p.p.

    Sez. U, n. 19415 del 27/10/2022, dep. 2023, Fazio, Rv. 284481 - 01

    Le Sezioni Unite sono richiamate per ribadire che è deducibile l'omessa declaratoria di estinzione del reato per prescrizione maturata prima della pronuncia della sentenza concordata.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione avverso sentenza emessa ex art. 599-bis c.p.p. sono deducibili solo censure attinenti alla validità del concordato, al consenso delle parti, alla corrispondenza tra accordo e decisione e alla mancata dichiarazione di prescrizione già maturata.
  • Sono inammissibili le doglianze che investono motivi rinunciati o comunque non più contestabili, nonché quelle relative al mancato riconoscimento delle attenuanti o al giudizio di bilanciamento, salvo che si traduca in una pena illegale.
  • Le censure sulla determinazione della pena non sono proponibili in cassazione se non denunciano una sanzione fuori dai limiti edittali o diversa da quella prevista dalla legge.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e, quando ricorrano profili di colpa, al versamento di una somma alla cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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