Cassazione Penale, Sentenza n. 28408/2022 del 19/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso articolato in quattro motivi: 1) nullità della sentenza per mancata osservanza del termine di 20 giorni di comparizione ex art. 601 c.p.p.; 2) vizio di motivazione sulla sussistenza dell'elemento psicologico del delitto (mancata prova che Fasulo avesse indotto i lavoratori a firmare autocertificazioni false); 3) censura sulla qualificazione della condotta come calunnia ex art. 368 c.p. (sostenendo che la denuncia fosse contro ignoti e non dimostrasse consapevolezza dell'innocenza dell'accusato); 4) mancata valutazione favorevole delle attenuanti generiche e errata valutazione del trattamento sanzionatorio in relazione agli artt. 125 c.p.p., 62-bis e 133 c.p.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto la nullità relativa e comunque preclusa per mancata tempestiva eccezione nel giudizio di appello e ha rilevato che il difensore del ricorrente era stato sostituito. Il secondo e il quarto motivo sono stati considerati come riesame di merito non consentito in sede di legittimità, essendo la motivazione dei giudici di merito immune da vizi evidenti. Il terzo motivo è stato ritenuto infondato: la denuncia, pur contro ignoti, conteneva elementi idonei a individuare il soggetto incolpato e la condotta è stata qualificata come calunniosa; la calunnia è reato di pericolo e non richiede l'effettivo instaurarsi di un procedimento penale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Disciplina il reato di calunnia; interpretato come reato di pericolo: è sufficiente che la falsa imputazione contenga elementi tali da permettere l'esercizio dell'azione penale verso una persona individuabile, anche se poi non si instaura un procedimento.
Stabilisce il termine di comparizione (venti giorni) per l'imputato; la violazione può integrare una nullità relativa di ordine generale dell'intervento dell'imputato, rilevabile o deducibile entro i termini dell'art. 180 c.p.p.
Fissa i termini per la deduzione delle nullità; la mancata eccezione tempestiva preclude la rilevazione della nullità in sede di legittimità.
Norma richiamata in relazione alla valutazione delle attenuanti generiche e al procedimento, utilizzata nel ricorso per contestare la mancata valutazione favorevole, ma non approfondita dalla Corte che ha qualificato la censura come mera richiesta di rivalutazione del merito.
Richiamato dal ricorrente in tema di determinazione della pena e delle circostanze personali; la Corte non ha ritenuto che fosse stata dimostrata una valutazione arbitraria tale da giustificare intervento in sede di legittimità.
Contiene i criteri per la determinazione della pena e delle attenuanti/agggravanti; la Corte di merito ha applicato i parametri ritenendo prevalente l'intensità del dolo e lo sfruttamento della buona fede delle vittime.
Massime di principio
- La violazione del termine di comparizione ex art. 601 c.p.p. può costituire nullità relativa: va eccepita tempestivamente (art. 180 c.p.p.), altrimenti è preclusa in sede di legittimità.
- La Corte di cassazione non è sede per riesaminare il merito dei fatti: censure che chiedono una diversa valutazione probabilistica delle prove sono inammissibili se la motivazione di merito non è viziata da illogicità o contraddizione manifesta.
- Il delitto di calunnia (art. 368 c.p.) è configurabile anche se non è stato instaurato un procedimento penale a carico del calunniato, purché la falsa imputazione abbia contenuti tali da permettere l'esercizio dell'azione penale verso una persona individuabile.
- Le richieste di attenuanti o di riduzione della pena devono essere fondate su elementi specifici e dimostrati: mere deduzioni aspecifiche non sono idonee a determinare la riforma della valutazione del giudice di merito.
- La sostituzione del difensore può incidere sulla rilevabilità di nullità connesse all'assenza o alla mancata comparizione dell'imputato; la presenza di un difensore sostitutivo può ostare all'applicazione di alcune tutele automatiche previste per l'assenza del difensore.
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