Cassazione Penale, Sentenza n. 17858/2022 del 04/05/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso la sentenza di conferma della Corte d'Appello che aveva dichiarato estinti per prescrizione i reati contestati a Biondino. La ricorrente chiedeva annullamento senza rinvio perche il fatto non sussiste ai sensi dell'art. 530 c.p.p., deducendo: 1) che, alla luce dell'inutilizzabilità di intercettazioni, l'istruttoria aveva dimostrato l'innocenza e dunque doveva prevalere l'assoluzione sulla declaratoria di prescrizione; 2) illegittima utilizzazione di prove dichiarate inutilizzabili e omissione di motivazione; 3) errata applicazione della regola di giudizio ex art. 129 c.p.p. sul capo F (turbativa d'incanti); 4) errata applicazione del reato di abuso d'ufficio (capo D), atteso che le violazioni erano di norme regolamentari non aventi forza di legge e che per atti analoghi l'imputata era già stata assolta.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i primi tre motivi ritenendoli infondati: non sussisteva la prova 'evidente' di insussistenza del fatto ai sensi dell'art. 129, comma 2, c.p.p. che consentirebbe di far prevalere l'assoluzione sulla prescrizione, e la ricorrente non ha indicato in che modo l'espunzione delle intercettazioni avrebbe prodotto tale evidenza; inoltre non era consentito compiere ulteriori accertamenti in presenza della prescrizione non rinunciata. Tuttavia la Cassazione ha accolto il quarto motivo limitatamente al reato di abuso d'ufficio (art. 323 c.p.), annullando senza rinvio la sentenza impugnata per quel capo: a seguito della modifica legislativa (art. 23 d.l. 76/2020) il reato richiede violazione di regole aventi forza di legge, per cui la violazione di un regolamento comunale non è più idonea a integrare il delitto contestato nel caso di specie.
Norme richiamate
Il comma 1 consente la dichiarazione di estinzione per prescrizione; il comma 2 prevede che il proscioglimento per assenza di fatto prevalga solo se, con mera attività ricognitiva, sia evidente l'insussistenza del fatto o la non colpevolezza. La Corte ha richiamato il limite rigoroso di 'evidenza' che esclude semplici contraddittorietà delle prove.
assoluzione perche il fatto non sussiste
Invocato dalla ricorrente come rimedio prevalente rispetto alla prescrizione; la Corte chiarisce che l'assoluzione ex art. 530 può prevalere sulla prescrizione solo se sussiste l'evidenza di innocenza ex art. 129, comma 2.
lett. b) e lett. e) (e comma 1 lett. c) richiamati)
Norme sul contenuto e sui limiti del ricorso per cassazione: deduzioni concrete e obbligo di motivazione. La Corte ha ritenuto che la ricorrente non abbia specificato in che modo l'espunzione delle intercettazioni avrebbe determinato l'evidenza dell'innocenza.
Richiamata in relazione alla illegittima utilizzazione di prove dichiarate inutilizzabili; la Corte ha ritenuto insoddisfacente la specificazione della ricorrente su quali passi motivazionali fossero viziati.
comma 1 (nella versione modificata dall'art. 23 d.l. 16 luglio 2020, n. 76)
Dopo la modifica il reato di abuso d'ufficio richiede la violazione di regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge. La Corte ha ritenuto che la violazione di un regolamento comunale privo di forza di legge non integri più il reato, comportando l'annullamento per quel capo.
T.U.E.L. (d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267)
Richiamato per stabilire che i pagamenti contestati erano conformi alle norme di legge previste dal T.U.E.L., mentre la presunta violazione riguardava norme regolamentari comunali non aventi forza di legge.
Massime di principio
- Se il reato è estinto per prescrizione e l'imputato non rinuncia alla prescrizione, per ottenere in appello o in Cassazione l'assoluzione prevalente è necessario dimostrare con atti che l'innocenza è evidente secondo l'art. 129, comma 2 c.p.p.; non bastano censure generiche o l'affermazione della inutilizzabilità di alcune prove.
- La nozione di 'evidenza' ai fini dell'art. 129, comma 2 c.p.p. è molto restrittiva: richiede una constatazione immediatamente percepibile e oggettiva, non la mera insufficienza o contraddittorietà delle prove.
- Se l'impugnante contesta l'utilizzo di prove ritenute inutilizzabili deve indicare in modo puntuale quali parti della motivazione dipendono da quelle prove e dimostrare come la loro esclusione renderebbe evidente l'innocenza.
- Dopo la modifica normativa del 2020, il reato di abuso d'ufficio (art. 323 c.p.) richiede la violazione di regole aventi forza di legge; la sola violazione di regolamenti comunali privi di forza di legge difficilmente integra il reato.
- La Corte d'appello non può compiere indagini integrative per superare una causa estintiva se l'imputato non rinuncia alla prescrizione: la prescrizione impedisce il compimento di nuovi accertamenti giudiziali.
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