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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16198/2022 del 27/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la conferma della condanna per tentato furto, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione riguardo all'aggravante di cui all'art. 61 n.5 cod. pen.; il ricorrente contestava che i giudici di merito non avessero effettuato un accertamento concreto delle circostanze di tempo e luogo (notte, centro cittadino, segnalazione di un residente) per verificare la reale diminuita capacita di difesa, limitandosi a richiamare circostanze ritenute neutre o insufficienti

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato e ha confermato la responsabilita penale per tentato furto aggravato (art. 625 nn. 2 e art. 61 n.5 cod. pen.) gia accertata in primo e secondo grado. La Corte ha richiamato e applicato il criterio delle Sezioni unite (n. 40275/15/07/2021) disponendo il test in tre fasi per l'aggravante di cui all'art. 61 n.5: a) verifica dell'esistenza in astratto di una circostanza di tempo/luogo/persona idonea a creare ostacolo alla difesa; b) verifica che detta circostanza abbia prodotto in concreto l'ostacolo alla difesa; c) verifica che l'agente ne abbia concretamente profittato. Sulla base di tale metodologia la Cassazione ha ritenuto corretta la valutazione della Corte territoriale che, considerando l'orario (ore 4.26), la rimozione della saracinesca e l'effrazione del vetro (rumorosita) e l'assenza di persone, ha accertato l'effettivo ostacolo alla difesa e il conseguente profitto dell'imputato. Il ricorrente e stato altresi condannato al pagamento delle spese processuali (art. 616 cod. proc. pen.)

Norme richiamate

  • art. 625 cod. pen.

    Rilevata la responsabilita per tentato furto; l'art. 625 disciplina il furto e le sue aggravanti applicate nel caso concreto

  • art. 61 cod. pen.

    L'aggravante richiede un accertamento concreto secondo il test tripartito: (a) circostanza di tempo/luogo/persona astrattamente idonea a ostacolare la difesa; (b) produzione in concreto dell'ostacolo; (c) profitto concreto da parte dell'agente

  • Sezioni unite Corte di cassazione

    n. 40275 del 15/07/2021 (Cardellini, Rv. 282095)

    Fornito il metodo interpretativo vincolante per l'applicazione dell'art. 61 n.5: superamento di automaticismi e presunzioni, obbligo di accertamento concreto caso per caso secondo le tre verifiche indicate

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto dei limiti dell'enunciazione del motivo di ricorso e dell'ambito di verificabilita delle censure

  • art. 23 d.l. n. 137 del 12/02/2022

    Richiamata in relazione alla requisitoria scritta del Procuratore generale

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che prevede la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata dalla Corte

Massime di principio

  • Per l'applicazione dell'aggravante ex art. 61 n.5 cod. pen. non e sufficiente la mera astratta idoneita del tempo o del luogo: il giudice deve accertare concretamente che la circostanza abbia creato un ostacolo reale alla difesa e che l'agente ne abbia profittato
  • Il test giurisprudenziale delle Sezioni unite (tre fasi) e vincolante: (1) verificare l'idoneita astratta; (2) verificare l'effetto concreto sull'ostacolo alla difesa; (3) verificare il profitto consapevole dell'agente
  • L'ora notturna puo da sola integrare l'aggravante se, nel contesto concreto (assenza di passanti, rumore dell'effrazione, modalita esecutive), si dimostra che ha effettivamente ostacolato la difesa; tuttavia la presenza di circostanze che neutralizzino tale effetto (es. forte presenza di persone, sistemi di vigilanza efficaci) puo escluderla
  • Il ricorrente che contesta l'aggravante deve proporre censure specifiche e indicare elementi probatori idonei a dimostrare la mancata produzione dell'effetto ostacolante; i giudici di merito devono motivare in modo puntuale sul punto
  • Evitare automatismi: i giudici devono interpretare la norma secondo il principio di offensivita garantito dalla Costituzione, applicando l'aggravante solo quando la maggiore offensivita della condotta risulta effettiva nel caso concreto

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