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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31890/2023 del 24/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Lucido ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Palermo del 04/11/2021 (che aveva riformato la sentenza del Tribunale di Trapani, dichiarandolo responsabile di minacce aggravate con uso di pistola, custodia negligente di arma, porto illegale d'arma e minacce, ritenuta la continuazione e comminata una pena complessiva). Nel ricorso deduceva l'abnormità delle ordinanze dell'8/3/2021 e del 4/11/2021 e la violazione dell'art. 589, comma 1, seconda parte (come indicato nel ricorso), chiedendo l'annullamento della sentenza impugnata. Dopo la proposizione del ricorso, è stata comunicata la morte dell'imputato (decesso 27/09/2022, certificato in data 29/09/2022), per cui sia il Sostituto Procuratore Generale sia il difensore hanno concluso per l'annullamento senza rinvio in quanto i reati si sono estinti per morte dell'imputato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché i reati risultano estinti per morte dell'imputato, come previsto dall'art. 150 cod. pen.; la morte è intervenuta dopo la proposizione del ricorso per cassazione, il che ha determinato l'esaurimento del rapporto processuale e ha reso preclusa ogni pronuncia di proscioglimento nel merito, ai sensi dell'art. 129, comma secondo, cod. proc. pen. La decisione fa riferimento anche all'art. 620, comma 1, lett. a) cod. proc. pen. e al certificato di morte allegato.

Norme richiamate

  • art. 150 cod. pen.

    I reati si estinguono per morte dell'imputato; la Corte ha applicato questa norma per dichiarare estinti i reati a seguito del decesso di Lucido.

  • art. 620, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.

    Prevede l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata quando, dopo il deposito del ricorso, si verifica un evento che estingue il rapporto processuale (qui: la morte dell'imputato); la Corte ha disposto l'annullamento senza rinvio sulla base di questa disposizione.

  • art. 129, comma secondo, cod. proc. pen.

    Impedisce alla Corte di cassazione di pronunciare proscioglimento nel merito quando il rapporto processuale è esaurito (ad es. per morte dell'imputato); di conseguenza la Corte ha annullato senza entrare nel merito.

  • art. 23 d.l. n. 137 del 2020

    Disposizione richiamata per la trattazione scritta del procedimento di cassazione (modalità procedurale adottata nel caso).

  • art. 589, comma 1 (citato nel ricorso come art. 589, comma 1, seconda parte, cod. proc. pen.)

    Nel ricorso il deducente ha invocato la violazione di tale disposizione in relazione all'abnormità delle ordinanze del 08/03/2021 e del 04/11/2021; dalla motivazione della Cassazione non emerge un esame di merito di tale doglianza perché la morte dell'imputato ha determinato l'estinzione dei reati e l'annullamento senza rinvio.

Massime di principio

  • Se l'imputato muore dopo la proposizione di un ricorso (anche in Cassazione), i reati possono estinguersi per morte e il giudice deve annullare senza rinvio la sentenza impugnata, non potendo pronunciarsi nel merito.
  • La dichiarazione di estinzione dei reati per morte dell'imputato si basa su idonea documentazione (es. certificato di morte) e può essere proposta o riconosciuta d'ufficio; procure e difesa possono convergere per chiedere l'annullamento.
  • L'annullamento senza rinvio evita ogni valutazione di merito sulle doglianze processuali o sostanziali quando il rapporto processuale è esaurito per causa estintiva sopravvenuta.
  • La Corte non può emettere una pronuncia di proscioglimento nel merito se il decorso processuale è interrotto da causa estintiva sopravvenuta (art.129 c.2 c.p.p.).
  • Va verificata e documentata la data del decesso rispetto agli atti processuali (es.: data della proposizione del ricorso) perché l'ordine cronologico incide sulla possibilità di dichiarare l'estinzione e sulle conseguenze processuali.

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