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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17473/2024 del 30/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma in appello delle condanne per riciclaggio relative alla vendita di un caravan di provenienza illecita. I motivi di cassazione hanno dedotto: (i) violazione del principio di correlazione fra capo di imputazione e sentenza per presunta diversa individuazione del delitto presupposto; (ii) utilizzo non conforme di una sentenza esterna (Tribunale di Roma) e incertezza nella individuazione del delitto presupposto; (iii) carenza di motivazione sull'elemento oggettivo del reato (assenza di idoneità dissimulatoria delle condotte); (iv) carenza di motivazione sull'elemento soggettivo (consapevolezza della provenienza illecita); (v) errata mancata derubricazione in ricettazione; (vi) ingiustificato diniego delle attenuanti generiche per due dei ricorrenti; (vii) omessa applicazione e motivazione circa le pene sostitutive ai sensi dell'art. 545-bis c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili perché basati su censure reiterative e già adeguatamente esaminate e respinte dai giudici di merito con motivazione congrua. La Corte ha ritenuto corretta la qualificazione del reato come riciclaggio anche rispetto all'ampia formulazione normativa che punisce ogni operazione volta ad ostacolare l'identificazione della provenienza illecita; ha escluso la ricettazione; ha ritenuto motivato il diniego delle attenuanti generiche per i due ricorrenti (diversa personalità e precedenti); ha osservato che l'omessa proposta della pena sostitutiva non determina nullità in presenza di valutazione discrezionale dell'insussistenza dei presupposti. Dichiarati inammissibili i ricorsi; condanna dei ricorrenti alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, D.L. n.137/2020, conv. L. 176/2020

    Disciplinata la trattazione del procedimento con contraddittorio scritto; utilizzato per lo svolgimento del giudizio davanti alla Corte

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma che indica i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha ritenuto che i motivi fossero reiterativi o infondati e dunque ha dichiarato i ricorsi inammissibili

  • art. 516 e art. 521 cod. proc. pen.

    Richiamati in relazione alla violazione del principio di correlazione fra capo di imputazione e sentenza; la Corte ha ritenuto assente la violazione poiché il fatto ritenuto non è eterogeneo rispetto al capo di imputazione e gli elementi costitutivi erano presenti

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Riferimento alla regola sulla formazione della prova; la Corte ha ritenuto che l'uso della sentenza esterna e le risultanze probatorie fossero sufficienti a individuare il delitto presupposto

  • art. 125, 533, 546 cod. proc. pen.

    Articoli relativi alla valutazione della prova e all'onere motivazionale; la Corte ha ritenuto che l'apprezzamento in fatto operato dai giudici di merito fosse logico e congruo

  • art. 648-bis cod. pen.

    "ovvero compie in relazione ad essi altre operazioni, in modo da ostacolare l'identificazione della loro provenienza delittuosa"

    La Corte interpreta la norma in senso ampio: il riciclaggio comprende ogni operazione volta ad ostacolare l'identificazione della provenienza illecita, non solo quelle che alterano fisicamente o identificativamente il bene

  • art. 125 cod. pen.

    Richiamato in relazione agli elementi soggettivi del reato; la Corte ha ritenuto che il dolo generico di ostacolare l'identificazione sia emerso dalla condotta

  • art. 43 cod. pen.

    Richiamato in connessione con l'elemento soggettivo; la Corte ha valutato correttamente la volontà degli imputati di ostacolare l'identificazione della provenienza illecita

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    Quanto alle pene sostitutive, la Corte ricorda che il giudice ha potere discrezionale e l'omessa formulazione dell'avviso non comporta automaticamente la nullità della sentenza poiché presuppone una implicita valutazione di insussistenza dei presupposti

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese e a somme a favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità; applicata per condannare i ricorrenti

Massime di principio

  • La correlazione tra capo di imputazione e sentenza non è violata quando il fatto ritenuto non è eterogeneo rispetto a quanto contestato e l'imputato ha avuto conoscenza e possibilità di contraddire le risultanze probatorie.
  • La nozione di riciclaggio è ampia: comprende tutte le operazioni che ostacolano l'identificazione della provenienza illecita del bene, anche se la provenienza alla fine risulta accertata; l'inidoneità ex ante dell'azione va valutata e non può desumersi dal semplice esito dell'accertamento.
  • La distinzione tra riciclaggio e ricettazione dipende dall'elemento soggettivo: il riciclaggio può configurarsi anche con dolo generico volto a ostacolare l'identificazione dell'origine illecita, senza necessità di scopi di profitto tipici della ricettazione.
  • Il giudice di merito ha ampia discrezionalità nella valutazione della personalità degli imputati e nella concessione delle attenuanti generiche; la disparità di trattamento è legittima se motivata logicamente sulla base della gravità, personalità e precedenti.
  • L'omessa proposta o segnalazione immediata della possibilità di pene sostitutive (art. 545-bis c.p.p.) non determina automaticamente la nullità della sentenza se emerge una valutazione implicita di insussistenza dei presupposti per l'applicazione.
  • La Cassazione non accoglie motivi reiterativi o che si limitano a riproporre, senza elementi nuovi, le stesse contestazioni già esaminate in grado di merito: è necessario evidenziare errori di diritto o vizi di motivazione concreti e specifici.

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