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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48660/2022 del 22/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Cavazza Jmmy ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rigettato il ricorso avverso l'ordinanza del G.I.P. di Treviso che gli aveva applicato la custodia cautelare per i reati di associazione per delinquere (art. 416 c.p.) e furto (art. 624 c.p.). Il ricorrente, tramite diversi difensori, ha contestato: 1) la mancanza di "autonoma motivazione" del G.I.P., denunciando un mero copia-incolla dalla richiesta del P.M.; 2) l'insussistenza di elementi tali da dimostrare la sua partecipazione stabile all'associazione (contesta la lettura degli elementi di organizzazione e stabilità del sodalizio); 3) la carenza o il travisamento delle prove relative alla sua presenza nei fatti contestati (assenza di riprese video certe, interpretazione delle intercettazioni, affidabilità del riconoscimento vocale e del tracciamento GPS; nonché la non rilevanza di alcuni elementi come l'acquisto/assicurazione dell'auto).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse svolto un autonomo e coerente vaglio critico degli elementi probatori e che non risultassero omissioni tali da impedire un apprezzamento di segno contrario. La Corte ha confermato che la partecipazione di Cavazza all'associazione è stata desunta da molteplici indizi (modus operandi dei colpi ai bancomat, struttura organizzativa del gruppo, ruolo riconosciuto a membri chiave, presenza del ricorrente in attività esecutive e organizzative, comportamento dopo l'arresto del fratello, conversazioni e dati GPS/CCTV), e che l'insieme probatorio era idoneo a sostenere la misura cautelare. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma di riferimento per il ricorso in sede di riesame avverso ordinanze cautelari; qui indica il procedimento seguito dal ricorrente per impugnare la misura.

  • art. 416 cod. pen.

    Definizione e requisiti dell'associazione per delinquere; la Corte richiama i caratteri essenziali (vincolo stabile, programma indeterminato, struttura organizzativa) e accetta la valutazione del giudice di merito che ha ritenuto sussistenti tali elementi nel caso concreto.

  • art. 624 cod. pen.

    Norma sul furto; i fatti di furto contestati sono stati valutati come elementi costitutivi dell'attività del sodalizio e della partecipazione del ricorrente.

  • art. 292 cod. proc. pen.

    Imposta l'obbligo per il giudice di fornire un'autonoma motivazione sulla sussistenza delle esigenze cautelari e dei gravi indizi. La Corte specifica che l'autonoma valutazione non richiede una riscrittura originale degli atti dell'accusa e che la tecnica del 'copia-incolla' è ammissibile se accompagnata da analisi critica e da esplicitazione delle ragioni del convincimento.

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Richiamato nelle censure difensive concernenti l'onere di prova/valutazione degli elementi indiziari; la Corte valuta che il Tribunale ha correttamente analizzato e collegato gli indizi rilevanti ai fini della gravità indiziaria.

  • legge 16 aprile 2015, n. 47

    La legge ha introdotto l'obbligo di 'autonoma motivazione' ex art. 292 c.p.p.; la Corte ne interpreta l'effetto limitandone la portata formale quando la motivazione del giudice riprende gli elementi dell'accusa ma sviluppa un autonomo vaglio critico.

  • art. 94 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione agli adempimenti della Cancelleria e all'eventuale esecuzione della sanzione pecuniaria (Cassa delle ammende).

Massime di principio

  • L'obbligo di "autonoma valutazione" del giudice cautelare non richiede che il dispositivo sia una riscrittura originale della richiesta del P.M.: è sufficiente che il giudice espliciti i criteri del proprio convincimento e svolga un vaglio critico degli elementi; l'uso del "copia-incolla" è ammesso se accompagnato da tale analisi.
  • Per la configurabilità dell'associazione per delinquere il giudice può desumere la stabilità e l'organizzazione del sodalizio dall'insieme degli elementi fattuali (modus operandi ripetuto, ruoli suddivisi, strumenti comuni, profilo verticistico), anche se la partecipazione di un singolo è documentata per un periodo limitato.
  • La valutazione della gravità indiziaria è globale: singoli elementi indiziari (GPS, video, riconoscimento vocale, conversazioni intercettate, comportamenti dopo i fatti) possono, considerati congiuntamente, costituire idonea base per la misura cautelare anche se nessuno di essi da solo è decisivo.
  • Il riconoscimento della voce da parte di investigatori costituisce indizio utilizzabile; non è sempre necessario disporre una perizia fonica in sede cautelare, salvo che siano prodotti elementi oggettivi che ne contestino l'attendibilità.
  • Le censure frammentarie o che si limitano a proporre interpretazioni alternative di singoli elementi probatori senza indicare omissioni rilevanti nella motivazione spesso non sono sufficienti in Cassazione: il ricorso deve mostrare in cosa l'omissione avrebbe potuto determinare diversa valutazione complessiva.
  • Quando si contesta la presenza in specifici episodi a mezzo di tracce tecniche (GPS, video), è necessario offrire elementi concreti e non solo deduzioni alternative generiche per superare la valutazione di merito che ha ritenuto credibili quei dati.

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