Cassazione Penale, Sentenza n. 42151/2024 del 15/11/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Risso impugnava la conferma della condanna per concorso nel delitto di bancarotta semplice (amministratore delegato della Borgo Sviluppo s.r.l., dichiarata fallita nel 2018). L'accusa aveva rimproverato: 1) il doloso occultamento dell'erosione del capitale sociale (si assumeva erosione dal 2010) in violazione degli obblighi civilistici; 2) la mancata istanza di fallimento; 3) la prosecuzione dell'attività sociale con modalità non conservative del patrimonio. In appello la difesa ha contestato in particolare la revisione dei bilanci operata dal curatore fallimentare, sostenendo che le vendite immobiliari erano state effettuate a valori superiori al mercato (secondo il consulente Arch. Gentinetta), fatto che legittimava la valorizzazione in bilancio al costo storico; ha richiamato la convenzione con il Comune di Borgo San Dalmazzo e ha chiesto la rinnovazione parziale del dibattimento per acquisire una consulenza tecnica sui dati di bilancio (rimanenze/immobili). Le censure principali erano vizio di motivazione della Corte d'appello e mancata risposta ai rilievi critici sulla valutazione dei bilanci e sull'istruttoria probatoria.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso per vizio di motivazione. Ha rilevato che la motivazione della Corte d'appello non si era saldata coerentemente con quella di primo grado e, soprattutto, presentava incongruenze numeriche rilevanti sui dati di patrimonio netto negativo (diverse cifre indicate in vari passaggi delle decisioni), tali da impedire la comprensione della ratio decidendi e la valutazione delle risposte ai rilievi difensivi. Per tali lacune motivazionali la sentenza impugnata è stata annullata e la causa è stata rinviata per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Torino.
Norme richiamate
art. 217, primo comma, n.4, r.d. fall.
art. 217, primo comma, n.4
Norma che inquadra la fattispecie di bancarotta semplice per taluni comportamenti degli amministratori; nel caso la contestazione riguarda il concorso nel reato nei termini indicati dall'accusa, ma la Cassazione non è entrata nel merito sostanziale per motivi processuali (vizio di motivazione)
art. 224, primo comma, r.d. fall.
Rinvio alle aggravanti o fattispecie collegate nella disciplina fallimentare; citata quale parte normativa della ricostruzione dell'illecito contestato agli amministratori
art. 219, primo comma, r.d. fall.
Ulteriore riferimento normativo alla fattispecie di bancarotta e alle sue contestazioni nei confronti degli amministratori; la sentenza di cassazione ha però annullato per vizi di motivazione senza decidere sul merito dell'applicazione di tale norma
Norme civilistiche relative alla riduzione del capitale sociale e agli obblighi degli amministratori: l'accusa ha fatto leva sull'omessa rilevazione/ocultamento dell'erosione del capitale; la difesa ha contestato la valutazione delle rimanenze immobiliari, ma la Corte di cassazione ha ritenuto che le decisioni di merito non abbiano dato adeguata e coerente risposta alle rilevanze contabili
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato per i limiti formali delle censure in cassazione (rapporti con i motivi d'appello); la decisione segnala che, pur nei limiti consentiti, le doglianze difensive erano rilevanti e non adeguatamente trattate
art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137 conv. in l. 18/12/2020, n. 176
art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137 conv. l. 18/12/2020, n. 176
Norma procedurale richiamata in relazione alla trasmissione agli atti delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale nella fase di cassazione; usata per segnalare gli atti trasmessi alla Corte di legittimità
Massime di principio
- La Cassazione può annullare una decisione per vizio di motivazione anche senza entrare nel merito se le spiegazioni della Corte distrettuale risultano contraddittorie o incongrue, specialmente quando riguardano dati numerici decisivi.
- Quando la decisione di merito si fonda su ricostruzioni contabili o tecniche, è essenziale che le corti motivino chiaramente la valutazione delle risultanze peritale/contabili e rispondano puntualmente alle osservazioni difensive; l'accettazione acritica di una perizia può essere motivo di annullamento.
- In materia di valutazione delle rimanenze (es. immobili costruiti/non venduti) la scelta tra valore storico e valore di mercato deve essere adeguatamente giustificata con riferimento a vendite, contratti e convenzioni (es. disposizioni comunali) altrimenti la valutazione può essere ritenuta inaffidabile ai fini penali.
- Il diniego di richieste probatorie cruciali (es. rinnovo parziale del dibattimento per consulenza tecnica) richiede motivazione esplicita; l'omissione di tale spiegazione è un vizio che può determinare l'annullamento.
- Nei processi per reati fallimentari a carico di amministratori, le discrepanze numeriche relative al patrimonio netto o ad altri parametri contabili compromettono la comprensibilità della decisione e la possibilità di controllo in sede di legittimità.
- Dopo l'annullamento per vizi di motivazione il processo viene restituito ad altra sezione della corte territoriale: le parti dovrebbero predisporre, in vista del nuovo giudizio, richieste probatorie ben circostanziate e documentazione che chiarisca le questioni contabili contestate.
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