Cassazione Penale, Sentenza n. 12153/2025 del 27/03/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del GIP del 17/10/2024 che aveva ritenuto sussistente il vincolo della continuazione tra due reati di estorsione commessi in epoche diverse (nov.-dic.2016 e 30/08/2021) e aveva rideterminato la pena complessiva. Il Procuratore denunciava: (i) violazione dell'art. 81 c.p. per non aver valutato il lungo intervallo temporale e i periodi di detenzione intercorrenti, essenziali per verificare l'identità del disegno criminoso; (ii) vizio di motivazione ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p. per la mancata spiegazione dell'entità dell'aumento di pena applicato al reato satellite e per la mancata motivazione sulla drastica riduzione della pena in sede di cognizione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso (in particolare il primo motivo) ritenendo che il GIP non abbia adeguatamente considerato i periodi di detenzione interposti tra le due condotte, i quali non escludono automaticamente la continuazione ma impongono una verifica concreta e motivata sulla sussistenza di un disegno criminoso unitario. La Corte ha inoltre rilevato carenza motivazionale anche circa l'aumento di pena relativo al reato satellite (secondo motivo), che dovrà essere esaminata in sede di rinvio. Per questi motivi l'ordinanza impugnata è stata annullata con rinvio al GIP del Tribunale di Catanzaro per nuovo giudizio.
Norme richiamate
Il principio della continuazione richiede una motivazione concreta sulla esistenza di un disegno criminoso unitario; i periodi di detenzione intercorsi non escludono automaticamente la continuazione ma devono essere valutati come possibile elemento interruttivo.
art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.
Fondamento del motivo di cassazione per vizio di motivazione: la mancata esposizione delle ragioni decisionali su punti determinanti (qui, l'entità dell'aumento per il reato satellite e la riduzione della pena in cognizione) integra causa di annullamento.
art. 110, 629 e 416-bis cod. pen. (reati contestati)
Norme sostanziali che individuano le fattispecie per le quali è stata valutata la continuazione; la valutazione della gravità differenziale fra reati rileva nella determinazione della pena più grave e degli aumenti per i reati satellite.
Giurisprudenza citata (es. Sez. U. n. 47127/2021, Sez. 1 n. 37832/2019)
Richiamati precedenti secondo i quali l'arresto o la detenzione non escludono automaticamente la continuazione e secondo i quali il giudice deve motivare distintamente gli aumenti di pena per ciascun reato satellite.
Massime di principio
- I periodi di detenzione interposti tra reati non escludono di per sé la continuazione: il giudice deve comunque svolgere una valutazione concreta e motivata sull'esistenza di un disegno criminoso unitario o sulla sua interruzione.
- In caso di continuazione il giudice deve individuare il reato più grave, fissare la pena base e calcolare e motivare separatamente l'aumento di pena per ciascun reato satellite, con grado di motivazione proporzionato all'entità dell'aumento.
- Un lungo intervallo temporale fra reati e il sopravvenuto stato detentivo richiedono maggiore rigore probatorio: per mantenere la continuazione occorrono elementi che dimostrino la preordinazione anche rispetto al reato successivo.
- La carenza di motivazione su punti decisivi (es. effetto della detenzione, entità degli aumenti) è causa di annullamento e rinvio: il giudice del rinvio deve colmare le lacune argomentative con motivazione esplicita.
- Nelle valutazioni in sede esecutiva non è ammesso un esame meramente descrittivo dell'omogeneità delle condotte; è obbligatoria l'indicazione degli elementi probatori che giustifichino la ricostruzione della unità progettuale.
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