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Cassazione Civile, Ordinanza n. 26005/2024 del 03/10/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (struttura sanitaria)

La controversia

La controversia riguarda una struttura sanitaria privata accreditata che erogava prestazioni di diagnostica per immagini anche a pazienti provenienti da un’altra Regione. L’azienda sanitaria locale aveva ritenuto superati i tetti di spesa per gli anni 2010, 2011 e 2012 e aveva preteso la restituzione di somme, calcolando l’eccedenza sul fatturato complessivo della struttura senza sottrarre lo sconto del 2% applicato alle prestazioni. La struttura sosteneva invece che, poiché le prestazioni erano state effettivamente remunerate al netto dello sconto, anche il confronto con il tetto di spesa dovesse essere effettuato sul fatturato netto, con conseguente riduzione degli importi da restituire. Con il ricorso per cassazione deduceva violazione e falsa applicazione della norma statale che imponeva lo sconto e degli accordi quadro interregionali sulla mobilità sanitaria, sostenendo che la Corte d’appello avesse erroneamente ritenuto dovuto il rimborso calcolato al lordo dello sconto e che tale metodo avrebbe determinato un indebito arricchimento dell’ente pubblico.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso. Ha affermato che, in caso di superamento del tetto di spesa sanitaria, la somma da restituire va quantificata in riferimento a quanto effettivamente percepito dalla struttura privata e non all’importo fatturato in astratto. Poiché nel caso concreto le prestazioni erano state remunerate al netto dello sconto del 2%, il corretto criterio di calcolo dell’eccedenza è quello fondato sul fatturato effettivamente incassato, non sul fatturato lordo. La sentenza d’appello è stata quindi cassata con rinvio alla Corte territoriale per nuovo esame e per la rideterminazione degli importi dovuti secondo il principio enunciato.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 796, lett. o), L. n. 296/2006

    "ai fini della remunerazione delle prestazioni rese per conto del Servizio sanitario nazionale"

    Lo sconto previsto dalla norma opera per la remunerazione delle prestazioni sanitarie, ma ciò non impone che, nella successiva verifica del superamento dei tetti di spesa e nella quantificazione delle somme da restituire, si debba prendere a base un importo mai effettivamente corrisposto alla struttura.

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    È stato invocato come parametro del vizio di violazione o falsa applicazione di legge dedotto in cassazione.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Richiamato per il deposito della memoria nel procedimento camerale.

  • art. 380-bis c.p.c.

    Richiamato per la trattazione in adunanza camerale.

Massime di principio

  • Quando il tetto di spesa pubblica è superato, la restituzione va calcolata sugli importi effettivamente percepiti dal creditore e non su importi solo teoricamente fatturati ma mai incassati.
  • Se una riduzione tariffaria è stata effettivamente applicata in fase di pagamento, essa deve essere considerata anche nella successiva ricostruzione del quantum da restituire, salvo una disciplina espressa diversa.
  • La verifica del superamento di limiti finanziari inderogabili deve distinguere tra la misura del tetto e il quantum effettivamente erogato, evitando di assumere come base di calcolo somme non entrate nella disponibilità del percettore.
  • L’interpretazione di clausole o norme sul contenimento della spesa non può tradursi nella pretesa di recuperare importi mai corrisposti, perché ciò altererebbe il corretto criterio di quantificazione dell’eccedenza.

Come è indicizzato

RamiBancario e finanziario
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