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Ordinanza

Ordinanza n. 19/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l'annullamento - dell'ordinanza di demolizione e sgombero prot. 25/09/2025.0228481.U adottata dal Comune di Reggio Calabria; - nonché di ogni altro atto presupposto, consequenziale e/o comunque connesso.

Giustizia amministrativa202600007

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio CalabriaOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione e sgombero relativa a un intervento edilizio privo delle necessarie autorizzazioni

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il proprietario dell'area ha impugnato l'ordinanza comunale di demolizione e sgombero, chiedendone incidentalmente la sospensione. Dalla motivazione dell'ordinanza cautelare non risultano specifici motivi di ricorso articolati dalla parte; il giudice ha esaminato il fumus boni iuris sotto il profilo degli obblighi gravanti sul proprietario non responsabile dell'abuso edilizio. In particolare, è stata considerata la disponibilità giuridica dell'area e l'omessa vigilanza preventiva nonché il mancato ricorso a rimedi idonei a conseguire il ripristino dei luoghi, incluso il rientro nel possesso dell'area.

La decisione

Il TAR ha rigettato la domanda cautelare per difetto del necessario fumus boni iuris. In sede di sommaria valutazione, ha ritenuto che il proprietario, pur non essendo responsabile dell'abuso, quando conserva la disponibilità giuridica dell'area è tenuto preventivamente a vigilare sulla stessa e, una volta realizzato da terzi un intervento edilizio non autorizzato, ad attivare ogni rimedio funzionale alla riduzione in pristino, anche recuperando il possesso dell'area. Il mancato conseguimento del ripristino può essere fatto valere dal proprietario non responsabile esclusivamente per evitare gli effetti acquisitivi e le sanzioni pecuniarie derivanti dalla mancata demolizione, poiché tali conseguenze presuppongono la colpa nel fallimento dell'attività ripristinatoria. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare incidentale; il TAR ha rigettato l'istanza di sospensione per carenza del fumus boni iuris.

  • d.P.R. 380/2001

    Richiamato implicitamente con riferimento alla natura reale dell'ordine di demolizione e agli effetti acquisitivi e sanzionatori collegati alla mancata demolizione; la specifica disposizione non è indicata nel testo.

Massime di principio

  • Il proprietario che abbia la disponibilità giuridica di un'area interessata da un intervento edilizio abusivo realizzato da terzi è tenuto, in via preventiva, a esercitare la vigilanza sull'area e, successivamente, ad attivare ogni rimedio idoneo a conseguire la riduzione in pristino dello stato dei luoghi.
  • La natura reale dell'ordine di demolizione consente di indirizzarlo anche nei confronti del proprietario non responsabile dell'abuso, il quale non può sottrarsi all'obbligo ripristinatorio per il solo fatto di non avere materialmente realizzato l'intervento abusivo.
  • Il proprietario non responsabile dell'abuso può invocare l'impossibilità o il mancato conseguimento del ripristino esclusivamente per evitare gli effetti acquisitivi e le sanzioni pecuniarie connessi alla mancata demolizione, quando dimostri l'assenza di colpa nel fallimento dell'attività ripristinatoria.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioni
RamiEdilizia
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

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