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Cassazione Penale, Ordinanza n. 31573/2026 del 19/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Nel giudizio di appello la Corte territoriale ha definito il procedimento con sentenza resa a seguito di concordato ex art. 599-bis c.p.p., rideterminando la pena nei confronti dell'imputato già condannato in primo grado per due capi di imputazione, con applicazione della pena di anni due di reclusione ed euro 900 di multa. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione deducendo un solo motivo di vizio di motivazione, riferito al diniego del giudizio di prevalenza della circostanza attenuante rispetto alla circostanza aggravante contestata, cioè alla valutazione del bilanciamento tra circostanze effettuata dal giudice d'appello in sede di concordato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la doglianza fosse diretta contro un profilo non deducibile in sede di legittimità quando la sentenza di appello è stata emessa ex art. 599-bis c.p.p. e si è limitata a recepire la proposta concordata, senza discostarsene. La Corte ha richiamato l'orientamento secondo cui sono ammissibili solo censure sulla formazione della volontà di aderire al concordato, sul consenso del pubblico ministero e sull'eventuale difformità della pronuncia rispetto all'accordo, mentre restano inammissibili le doglianze su motivi rinunciati e sui vizi della determinazione della pena che non si traducano in illegalità della sanzione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 599-bis c.p.p.

    la sentenza di appello resa a seguito di concordato è impugnabile in cassazione solo per censure ammissibili secondo i limiti propri di tale rito; non sono deducibili i motivi rinunciati né le doglianze sulla pena che non integrino illegalità della sanzione

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    la causa di inammissibilità del ricorso è stata dichiarata senza formalità di procedura

  • art. 62, primo comma, n. 4, c.p.

    richiamata quale circostanza attenuante già riconosciuta e ritenuta equivalente all'aggravante contestata

  • art. 628, terzo comma, n. 3, c.p.

    richiamata quale circostanza aggravante contestata, oggetto del giudizio di equivalenza con l'attenuante

  • art. 129 c.p.p.

    la giurisprudenza richiamata esclude che, nel perimetro del concordato in appello, possa dedursi l'omessa valutazione delle condizioni di proscioglimento ex art. 129 c.p.p.

  • art. 22002 del 10/04/2019, Mariniello, Rv. 276102-01

    pronuncia di legittimità richiamata a fondamento del principio sulla limitata ricorribilità in cassazione della sentenza emessa a seguito di concordato in appello

Massime di principio

  • Nel concordato in appello ex art. 599-bis c.p.p. il ricorso per cassazione è ammissibile solo per censure attinenti alla formazione del consenso, al consenso del pubblico ministero e alla conformità tra accordo e decisione del giudice.
  • Sono inammissibili le doglianze che investono motivi rinunciati con il concordato, così come le censure sulla mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p., quando la sentenza non presenti profili di difformità dall'accordo.
  • Le contestazioni sulla determinazione della pena non sono proponibili in cassazione se non deducono una vera e propria illegalità della sanzione, ossia una pena fuori dai limiti edittali o diversa da quella prevista dalla legge.
  • Quando la sentenza di appello recepisce integralmente la proposta di concordato, il controllo di legittimità non può trasformarsi in una nuova valutazione del bilanciamento tra circostanze già accettato dalle parti.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRiti alternativi
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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