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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 2874/2022 del 31/01/2022

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'Appello di Roma che aveva accolto il reclamo di Umberto Sciscione avverso la revoca, in sede di opposizione, dell'ordinanza favorevole alla ASL e aveva accertato la nullità del licenziamento disciplinare per decadenza del potere disciplinare. La questione centrale riguarda il decorso del termine di 120 giorni per la conclusione del procedimento disciplinare: la Corte d'appello ha ritenuto che il dies a quo fosse la data di prima acquisizione della notizia dell'infrazione (verbale del 10 agosto 2014), mentre l'ASL sosteneva che solo il verbale del 16 settembre 2014 conteneva elementi idonei a far decorrere il termine.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla ASL di Latina perché mirava a una rivalutazione dei fatti (contestazione delle valutazioni probatorie) e non a una reale questione di diritto. Di conseguenza è stato confermato l'esito del giudizio di merito: la sentenza della Corte d'Appello (che aveva dichiarato la nullità del licenziamento per decadenza del potere disciplinare e aveva condannato la ASL alla reintegrazione e al pagamento delle retribuzioni dall'allontanamento fino alla reintegra) resta efficace. La ASL è stata inoltre condannata al pagamento delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 55‑bis d.lgs. n. 165/2001

    Il termine di 120 giorni per la conclusione del procedimento disciplinare decorre dalla data di prima acquisizione della notizia dell'infrazione, anche se la prima acquisizione avviene da parte del responsabile della struttura in cui il dipendente lavora (comma 4); la Corte territoriale ha ritenuto che la prima acquisizione fosse il verbale del 10 agosto 2014, e non la successiva trasmissione all'UPD del 22 settembre 2014.

  • art. 1, comma 58, legge n. 92/2012

    Norma di richiamo per il reclamo ex art. 1 comma 58 (strumento processuale utilizzato dal dipendente per impugnare la decisione di primo grado).

  • art. 360, n. 3, cod. proc. civ.

    Fondamento formale del ricorso per violazione di legge; la Corte ha ritenuto che la censura proposta dalla ASL fosse in realtà una critica agli accertamenti di fatto del giudice di merito e non una vera questione di diritto, rendendo il ricorso inammissibile.

  • art. 360, n. 5, cod. proc. civ.

    Richiamato dalla Corte per distinguere le censure ammissibili (errori di fatto valutabili in cassazione entro i limiti processuali) dalle mere richieste di riconsiderazione dei fatti; la Corte ha ritenuto che la ASL fosse intervenuta oltre tali limiti.

  • art. 23, comma 8‑bis, D.L. 28 ottobre 2020 n. 137, conv. L. 176/2020

    Norma che ha consentito alla Procura Generale di depositare conclusioni scritte nel procedimento di legittimità; la Procura si è pronunciata per l'infondatezza del ricorso.

  • art. 13, comma 1‑quater, d.P.R. n. 115/2002

    Richiesta dalla Corte ai fini dell'eventuale raddoppio del contributo unificato in presenza delle condizioni previste dalla giurisprudenza della Corte Suprema (Cass. S.U. n. 4315/2020).

Massime di principio

  • Per il decorso del termine disciplinare (120 giorni) rileva la data di prima acquisizione della notizia dell'infrazione, anche se l'acquisizione è avvenuta presso la struttura e non ancora all'UPD; documenti o verbali interni contenenti elementi sufficienti a individuare l'addebito possono far decorrere il termine.
  • Se il documento iniziale contiene elementi specifici (nominativi, giornate, ore mancanti, riscontri concreti) il termine può iniziare da quella data; la mancanza di formale trasmissione all'UPD non impedisce l'avvio del computo temporale quando vi sia già stata prima acquisizione.
  • Quando si impugna in Cassazione una decisione che si fonda su accertamenti di fatto, il ricorrente deve mostrare violazione di diritto o di corretta interpretazione normativa; la mera richiesta di rivalutazione delle risultanze probatorie è generalmente inammissibile.
  • In presenza di indagini penali parallele, la trasmissione degli atti all'autorità giudiziaria non sostituisce automaticamente l'acquisizione della notizia disciplinare: occorre valutare il contenuto del verbale/atto e se questo contiene elementi idonei a far decorrere il termine disciplinare.
  • Per le aziende: curare che i verbali e le segnalazioni interne siano completi e datati e che la trasmissione all'UPD avvenga tempestivamente e con elementi chiari; per i dipendenti: verificare le date di prima acquisizione della notizia e contestare eventuali decorrenze illegittime entro i termini processuali.
  • In sede di cassazione è essenziale articolare con precisione la presunta violazione di legge e il contrasto con la giurisprudenza di legittimità, fornendo argomentazioni chiare per evitare che la censura venga considerata una mera riconsiderazione dei fatti.

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