Cassazione Penale, Sentenza n. 5126/2022 del 14/02/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
L'imputato ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Catania sostenendo due motivi: (1) violazione delle disposizioni emergenziali sulla trattazione degli appelli (art. 23-bis/23 d.l. emergenza COVID) per nullità ex art. 178, comma 1, lett. c) c.p.p., poiché la difesa aveva richiesto tempestivamente la trattazione orale ma la Corte, dopo un rinvio per consentire la requisitoria del Procuratore generale, decise per la trattazione cartolare all'udienza fissata; la tesi è che il termine per richiedere la trattazione orale andava valutato rispetto all'udienza effettivamente fissata per la trattazione (5 marzo 2021) e quindi la richiesta sarebbe stata tempestiva; (2) vizio di motivazione e falsa applicazione dell'art. 56 c.p. con riguardo alla qualificazione del furto come consumato: l'imputato sostiene di aver avuto solo un'acquisizione parziale (40+70 euro) e che le somme nelle colonnine erano molto maggiori, quindi non si sarebbe realizzato il possesso pieno e autonomo della refurtiva e il fatto sarebbe stato tentato e non consumato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Sulla questione procedurale la Corte ha spiegato il regime introdotto dalla normativa emergenziale (art. 23 d.l. 149/2020 richiamato) precisando che la facoltà di chiedere la trattazione orale deve essere esercitata entro il termine perentorio di quindici giorni liberi prima dell'udienza fissata; un successivo rinvio dell'udienza disposto per permettere al Procuratore generale di depositare le conclusioni non riapre quel termine e non autorizza una nuova richiesta di trattazione orale oltre il termine già spirato. Sulla questione sostanziale la Corte ha ritenuto infondato il secondo motivo: la giurisprudenza consolidata indica che la consumazione del furto si realizza quando l'agente consegue la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della cosa sottratta, anche se per breve tempo; nel caso concreto la Corte territoriale ha ritenuto provato lo spossessamento e la disponibilità delle somme (ritrovate addosso dopo perquisizione), concludendo per la consumazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
artt. 81, 61 n.5, 624, 625 nn.2 e 7, 582 e 585
Norme penali applicate per la qualificazione dei reati contestati (furto aggravato, lesioni, resistenza/violenza a pubblico ufficiale) e per le circostanze e concorrenti.
Decreto-legge 149/2020 (art. 23)
disposizioni per la decisione dei giudizi penali di appello nel periodo di emergenza epidemiologica: richiesta di trattazione orale entro quindici giorni liberi prima dell'udienza; il Procuratore generale formula le conclusioni per iscritto entro il decimo giorno precedente l'udienza; le altre parti possono depositare conclusioni entro il quinto giorno precedente
La Corte interpreta la norma nel senso che il termine per chiedere la trattazione orale è perentorio e rimane ancorato all'udienza fissata; un rinvio disposto per consentire al Procuratore generale di depositare conclusioni non riapre il termine per la richiesta di trattazione orale.
Decreto-legge 137/2020 (art. 23-bis, richiamato)
richiamato nella doglianza quale norma emergenziale sulla trattazione cartolare degli appelli
La normativa emergenziale forma il quadro procedurale che disciplina la trattazione cartolare degli appelli e i termini per le richieste di trattazione orale; la Corte valuta la tempestività delle richieste alla luce di tali termini.
art. 178, comma 1, lett. c) (nullità)
Richiamata dall'impugnante per dedurre la nullità della sentenza per presunta lesione del diritto di difesa; la Corte ha ritenuto che il presupposto per la nullità non sussisteva perché la richiesta di trattazione orale era tardiva rispetto al termine perentorio.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sezioni Unite)
Sentenza Sez. U. n. 52117 del 17/07/2014 (Pg in proc. Prevete) e altre (n. 40354/2013 Sciuscio; n. 8445/2013 Niang)
Principi richiamati secondo cui la consumazione del furto richiede il conseguimento della piena, autonoma ed effettiva disponibilità della cosa sottratta; se la cosa resta nella sfera di controllo del soggetto passivo il fatto è tentato; la Corte territoriale ha applicato questi criteri ritenendo conseguito lo spossessamento.
Giurisprudenza di Sez. 5
Sentenze n. 48880 del 17/09/2018 e n. 26749 del 11/04/2016
Ulteriori pronunce che confermano che anche una disponibilità della refurtiva di breve durata può integrare la consumazione del reato di furto se effettiva ed autonoma.
Massime di principio
- In procedimenti d'appello disciplinati dalla normativa emergenziale (art. 23 d.l. 149/2020 e correlati), la richiesta di trattazione orale deve essere presentata entro il termine perentorio di quindici giorni liberi antecedenti l'udienza fissata: un successivo rinvio dell'udienza per consentire il deposito delle conclusioni del Procuratore generale non riapre quel termine.
- Per opporre validamente la violazione del diritto di difesa per mancata trattazione orale occorre dimostrare che la richiesta è stata effettivamente formulata nei termini prescritti rispetto all'udienza originaria; le istanze presentate dopo lo spirare del termine non producono diritto alla discussione orale.
- Nella distinzione tra furto consumato e tentato il criterio decisivo è il conseguimento della piena, autonoma ed effettiva disponibilità della cosa sottratta da parte dell'autore: anche una disponibilità temporanea o breve (es. occultamento della somma addosso) può essere sufficiente per affermare la consumazione.
- Per contestare in cassazione la qualificazione del fatto come consumato, il ricorrente deve colpire la valutazione probatoria della disponibilità della refurtiva mostrando l'assenza di qualsiasi elemento che dimostri lo spossessamento effettivo (es. mancato rinvenimento addosso, mantenimento sotto controllo del proprietario, intervento prima dell'uscita del bene dalla sfera di controllo).
- In appello e in cassazione le doglianze di diritto processuale connesse a regole emergenziali richiedono attenzione ai termini e alle modalità telematiche previste dalla normativa; la tempestività formale è spesso decisiva.
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