Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33604/2022 del 13/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Imputazione di falso ideologico in atto pubblico (art. 479 c.p.): si contestava al notaio Le Voci di aver attestato falsamente la "presenza contestuale" di tutti gli eredi alla formazione e sottoscrizione dell'atto di interpretazione di un testamento, mentre alcune firme erano apposte in momenti diversi. Il Procuratore generale impugnava le sentenze di merito (Tribunale e Corte d'appello) che avevano assolto l'imputato, sostenendo che la legge notarile (artt. 47 e 51 L. 16/02/1913 n. 89) richiede la presenza delle parti e che l'atto avrebbe dovuto riportare le reali circostanze; il vizio, secondo il ricorrente, inciderebbe sulla fede pubblica e sulla rilevanza dell'atto negoziale dispositivivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Procuratore generale e confermato l'assoluzione di Davide Le Voci. La Corte ha ritenuto che la Corte d'appello avesse fornito un'interpretazione logica e congrua del contenuto testuale dell'atto, dalla quale non risultava attestata la simultaneità di presenza degli eredi. Ha inoltre osservato che la legge notarile non impone in termini assoluti la contestualità della presenza per l'atto in questione, che non è un atto di ultima volontà (per i quali l'indicazione dell'orario ha specifica rilevanza). La Cassazione ha richiamato il principio secondo cui la valutazione del significato dell'enunciato va fatta nel contesto normativo e fattuale e non è sindacabile in sede di legittimità se sorretta da adeguata e logica motivazione; inoltre ha ritenuto che, anche prospettando una violazione delle norme notarili, non risultava in concreto che la presunta mancanza avesse prodotto un vantaggio antigiuridico o un danno alla fede pubblica tale da integrare il reato.

Norme richiamate

  • art. 479 cod. pen.

    Norma che disciplina il reato di falso ideologico in atto pubblico; la Corte ha richiamato il principio che la falsità deve emergere dal contesto e dal significato dell'enunciato, non da un'interpretazione letterale disancorata dal contesto normativo.

  • art. 47 legge notarile (L. 16/02/1913 n. 89)

    Prevede, in generale, che l'atto debba essere ricevuto in presenza delle parti; la Corte d'appello e la Cassazione hanno interpretato la disposizione nel senso che non impone necessariamente la simultaneità della presenza per l'atto in esame.

  • art. 51 legge notarile (L. 16/02/1913 n. 89)

    Disciplina vari obblighi formali (tra cui l'indicazione dell'orario per atti di ultima volontà); la Corte ha osservato che l'obbligo di indicare l'ora riguarda specificamente gli atti di ultima volontà e non può essere utilizzato automaticamente per dedurre la falsità di altri atti notarili.

  • art. 608, comma 1-bis c.p.p.

    Limita la possibilità di ricorso per cassazione in caso di doppia sentenza assolutoria; la Corte ha ricordato che il Procuratore generale può proporre ricorso solo per specifiche violazioni di legge indicate dall'art. 606 c.p.p.

  • art. 606, comma 1, lett. a), b), c) c.p.p.

    Elenca i motivi di impugnazione per cui è ammesso il ricorso per cassazione nel caso di doppia assoluzione; la Corte ha valutato la pretesa violazione di legge alla luce di questi limiti e l'ha ritenuta non sussistente.

  • art. 23, comma 8, d.l. 127/2020 (richiamato procedimentalmente)

    Riconduce alla possibilità di presentare conclusioni scritte e requisitorie in Cassazione secondo la disciplina emergenziale; citato per riferire le modalità processuali seguite dal Pubblico Ministero.

Massime di principio

  • Per il reato di falso ideologico in atto pubblico non basta un'interpretazione letterale delle diciture: occorre valutare il significato delle espressioni nel loro contesto normativo e fattuale; una formulazione apparentemente "falsa" può risultare veritiera se interpretata correttamente.
  • La legge notarile (artt. 47 e 51) non sempre impone la presenza simultanea delle parti per ogni atto notarile: la rilevanza dell'indicazione dell'orario o della compresenza dipende dalla natura dell'atto (es. atti di ultima volontà vs. atti negoziali ricognitivi) e dal contesto.
  • L'assenza di contestazione da parte degli interessati circa la conformità dell'atto alle loro volontà riduce fortemente la portata penale di eventuali irregolarità formali, specie se non risultano effetti giuridici antigiuridici o vantaggi illeciti prodotti dall'irregolarità.
  • In caso di doppia assoluzione, il Procuratore può impugnare in Cassazione solo per specifiche violazioni di legge; la Cassazione non riesamina i fatti o le interpretazioni logico-giuridiche del giudice di merito se queste sono congruamente motivate.
  • L'indicazione dell'ora in chiusura di un atto non costituisce di per sé prova che tutte le attività attestate si siano svolte contestualmente; la funzione probatoria di annotazioni formali va valutata in relazione alla disciplina specifica che le richiede.
  • Nel giudizio penale la valutazione della volontà delle parti emergente da un atto negoziale è sindacabile in Cassazione solo se v'è violazione di legge o motivazione illogica; interpretazioni motivate del giudice di merito prevalgono in sede di legittimità.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.