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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30375/2025 del 08/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza di condanna (ergastolo per Giovanni per l'omicidio di Michele Caterino e 30 anni per Nicola per l'omicidio di Cesario Ferriero, oltre reati connessi) contestando in particolare il riconoscimento dell'aggravante della premeditazione, per mancanza di riscontri esterni alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia; la difesa denunciava l'uso di un quadro fattuale riconducibile a una faida di camorra non adeguatamente dimostrata e criticava singoli elementi di riscontro (incontri preparatori, procuramento dell'autovettura, alibi, tempistica riferita da collaboratori). Altre censure riguardavano il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche per Nicola e, per Giovanni, la insufficiente motivazione nella determinazione degli aumenti di pena per reati in continuazione che hanno inciso sull'applicabilità dell'ergastolo con isolamento diurno e sulla possibilità di sostituzione della pena in sede di rito abbreviato.

La decisione

La Corte ha rigettato i ricorsi relativamente al riconoscimento dell'aggravante della premeditazione per entrambi gli imputati, ritenendo i collaboratori attendibili e i loro racconti adeguatamente riscontrati da elementi oggettivi (alternanza di omicidi tra i clan, modalità esecutive, ripartizione dei ruoli, circostanze temporali come il riferimento al Natale) e non meramente congetture. Ha altresì rigettato il motivo di Nicola relativo alle attenuanti generiche. Tuttavia la Corte ha accolto i motivi di Giovanni relativi alla determinazione della pena in continuazione: la motivazione della Corte d'appello circa gli aumenti per i reati 'satellite' è risultata carente e, data la rilevanza dell'aumento ai fini dell'applicazione dell'art. 72 c.2 c.p. e della conseguente esclusione della sostituzione dell'ergastolo in sede di abbreviato, la sentenza è stata annullata limitatamente alla quantificazione della continuazione e rinviata per nuovo giudizio su tale unico punto ad altra Sezione della Corte d'Assise di Appello di Napoli. Il resto del ricorso è stato respinto; il ricorso di Nicola è interamente respinto e condannato alle spese; per entrambi è dichiarata la definitività della responsabilità penale sui reati oggetto di giudizio e la condanna alla rifusione delle spese civili.

Norme richiamate

  • art. 72 cod. pen.

    Se in concorso vi è un delitto punito con ergastolo e altri delitti la cui pena complessiva supera cinque anni, si applica l'ergastolo con isolamento diurno: il superamento del limite di cinque anni è quindi decisivo e la motivazione degli aumenti di pena per i reati in continuazione deve essere particolarmente rigorosa.

  • art. 442 cod. proc. pen.

    comma 2 (versione ratione temporis applicabile)

    Nell'ipotesi di rito abbreviato, se è irrogata la pena dell'ergastolo con isolamento diurno, la riduzione prevista dal rito non comporta la rimozione di tale segmento sanzionatorio, incidendo così sulla efficacia della riduzione: da qui la rilevanza della corretta quantificazione delle pene satellite.

  • Sez. U, n. 47127 del 24/6/2021 (Pizzone)

    Principio secondo cui il giudice deve individuare il reato più grave, stabilire la pena base e motivare distintamente ogni aumento per i reati satellite; l'intensità della motivazione è correlata all'entità dell'aumento.

  • Sez. 1, n. 31205 del 23/10/2020 (Fortuna)

    La causale del delitto, pur non essendo autosufficiente, può costituire elemento di riscontro per le propalazioni dei collaboratori se precisamente connotata e rigorosamente argomentata.

  • Sez.5, n. 3542 del 17/12/2018

    La premeditazione può essere dimostrata anche con prova indiziaria grave, precisa e concordante desumibile da modalità del fatto, tempo e luogo, concorso di più persone e movente; non è necessario fissare il momento esatto della formazione del proposito criminoso.

  • Sez.1, n. 37825 del 29/4/2022 (Tiscornia)

    Distinzione tra mera preordinazione (apprestamento dei mezzi immediatamente antecedenti) e premeditazione vera e propria, che richiede radicamento e persistenza del proposito omicida nel tempo, con studio delle occasioni e adeguata organizzazione.

Massime di principio

  • Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia richiedono riscontri esterni ma non necessariamente prove isolate: un quadro probatorio complessivo che includa elementi oggettivi (alternanza di reati tra fazioni, modalità esecutive, divisione dei ruoli, circostanze temporali) può costituire un supporto sufficiente per il riconoscimento della premeditazione.
  • La qualificazione della premeditazione richiede più che una mera preordinazione: occorre valutare persistenza del proposito, preparazione non marginale e organizzazione dei mezzi, elementi che possono emergere dalle modalità del fatto e dal contesto associativo.
  • La causale/movente (es. faida di camorra) non è di per sé prova autosufficiente, ma se espressa con precisione e correlata ad altri riscontri può fungere da elemento decisivo di conferma alle dichiarazioni di collaboratori.
  • Quando la quantificazione degli aumenti di pena per reati in continuazione incide su conseguenze normative rilevanti (p.es. applicazione art. 72 c.2 c.p. o possibilità di riduzione in rito abbreviato), il giudice deve motivare specificamente e distintamente ogni aumento imputato ai reati satellite; motivazione generica o sommaria può comportare la riforma solo di quella parte della decisione.
  • La contestazione delle attenuanti generiche richiede che il ricorrente indichi elementi fattuali contrari a quelli valorizzati dal giudice; una motivazione giudiziale che elenca elementi incompatibili rende il motivo infondato salvo prova contraria.
  • In conflitti che riguardano contesti di criminalità organizzata, la ricostruzione sistemica (sequenza di atti criminosi, reciproche ritorsioni, ruolo dei partecipanti) assume valore probatorio significativo se corroborata da fonti multiple e da dati oggettivi.

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