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Ordinanza

Ordinanza n. 6928/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del DM del Ministero dell’Interno in data 8/12/2025, notificato il 30/01/2026, con il quale veniva decretato il respingimento dell’istanza di concessione della cittadinanza italiana -OMISSIS-,

Giustizia amministrativa202603140

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana per motivi di sicurezza della Repubblica

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del Ministero dell'Interno dell'8 dicembre 2025, notificato il 30 gennaio 2026, con cui è stata respinta l'istanza di concessione della cittadinanza italiana. Ha inoltre proposto istanza cautelare e chiesto l'acquisizione della relazione dei servizi di sicurezza posta a fondamento del diniego. Il giudice ha rilevato che il ricorso non era sufficientemente istruito, poiché tale relazione non risultava depositata agli atti. La questione cautelare è stata esaminata con riferimento al pregiudizio grave e irreparabile derivante dal diniego, tenendo conto del fatto che il ricorrente è titolare di un permesso UE per soggiornanti di lungo periodo.

La decisione

L'istanza cautelare è stata respinta perché non è stato dedotto alcun concreto pregiudizio grave e irreparabile e, considerata la natura e gli effetti del diniego di cittadinanza, non è stato ravvisato un danno cautelare: il provvedimento non impedisce al ricorrente di permanere in Italia, lavorare, esercitare le libertà e i diritti fondamentali e civili, beneficiare della parità con il cittadino nei rapporti con la pubblica amministrazione e fruire dei servizi pubblici, né di partecipare alla vita politica locale nei limiti indicati dal giudice. Il Collegio ha invece accolto l'istanza istruttoria, ordinando al Ministero dell'Interno di depositare entro il 12 febbraio 2027 la relazione dei servizi di sicurezza posta a fondamento del diniego oppure una relazione esplicativa delle ragioni che impediscano la trasmissione degli atti. Il deposito dovrà avvenire con modalità riservate e con le cautele necessarie, inclusi stralci e omissis, per tutelare le fonti informative e non pregiudicare l'attività di intelligence. La documentazione sarà esaminata esclusivamente dal Collegio e dal difensore nella camera di consiglio istruttoria del 17 febbraio 2027, senza estrazione di copia. La causa è stata rinviata a tale udienza; il merito non è stato deciso.

Norme richiamate

  • artt. 65, 66 e 67 c.p.a.

    Disposizioni richiamate per disporre gli incombenti istruttori e acquisire la documentazione rilevante ai fini della decisione.

  • art. 9 d.lgs. 286/1998

    Il possesso del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo è valorizzato per escludere, nella fase cautelare, un pregiudizio grave e irreparabile derivante dal diniego della cittadinanza, poiché conserva al titolare una posizione ampia quanto alla permanenza, al lavoro, ai diritti fondamentali, ai rapporti con la pubblica amministrazione e ai servizi pubblici.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati insieme alla disciplina nazionale per giustificare la tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, il diniego della cittadinanza italiana non determina di per sé un pregiudizio grave e irreparabile quando l'interessato disponga di un permesso UE per soggiornanti di lungo periodo che gli consenta di permanere e lavorare in Italia e di conservare un'ampia posizione di godimento dei diritti e dei servizi pubblici.
  • Quando un diniego di cittadinanza per motivi di sicurezza è fondato su una relazione dei servizi di sicurezza non presente agli atti, il giudice può disporne l'acquisizione istruttoria, imponendo modalità riservate, stralci e omissis necessari a proteggere le fonti informative e l'attività di intelligence.
  • La tutela del diritto di difesa può essere assicurata consentendo al Collegio e al difensore l'esame riservato della documentazione classificata in udienza, senza estrazione di copia, anche mediante un deposito in plico riservato.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaTutela cautelareIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareIncompetenzaOnere della prova e principio dispositivo

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