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Ordinanza

Ordinanza n. 241/2026 - Venezia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600680

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: assegnazione a un’altra impresa della fornitura di ricambi originali o equivalenti per autobus IVECO, unitamente agli atti di gara, alla disciplina dei requisiti e alla verifica dell’equivalenza dell’offerta

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato la comunicazione con cui la stazione appaltante le ha comunicato l’assegnazione della fornitura alla controinteressata, nonché la relativa delibera, i verbali di gara, la documentazione contenente i modelli delle dichiarazioni di equivalenza, la richiesta di offerta nella parte relativa ai requisiti specifici e alla documentazione da produrre per la verifica dell’offerta, oltre agli atti presupposti e conseguenti. Ha chiesto l’annullamento degli atti previa sospensione cautelare, l’accertamento del diritto all’aggiudicazione quale seconda classificata, l’eventuale declaratoria di inefficacia del contratto e il subentro, nonché il risarcimento del danno per perdita di chance o mancato utile. Il testo dell’ordinanza non espone analiticamente i singoli motivi, ma precisa che le questioni dedotte, in particolare il primo motivo, richiedono un approfondimento proprio della fase di merito.

La decisione

Il TAR ha ritenuto la propria giurisdizione e competenza, ma non ha definito nel merito le censure né ha disposto la sospensione degli atti impugnati. Ha rilevato che le questioni sottese ai motivi di ricorso, soprattutto al primo, necessitano di approfondimento nella sede di merito. Poiché il contratto era già stato stipulato con la controinteressata ed era in corso di esecuzione, ma aveva a oggetto una prestazione continuativa — la fornitura di ricambi necessari alla manutenzione della flotta aziendale — il Collegio ha ritenuto concretamente possibile l’eventuale subentro della ricorrente. Nel bilanciamento degli interessi, l’esigenza cautelare è stata soddisfatta mediante la sollecita fissazione dell’udienza pubblica per il 10 giugno 2026. L’ordinanza, quindi, ha adottato una misura di accelerazione della decisione di merito senza concedere la sospensione cautelare.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata nell’ambito dei poteri cautelari del giudice amministrativo; il Collegio ha ritenuto sufficiente, nel bilanciamento degli interessi, la sollecita fissazione dell’udienza di merito anziché la sospensione degli atti.

  • art. 124 c.p.a.

    È richiamato nella domanda della ricorrente con riferimento alla richiesta di declaratoria di inefficacia del contratto, al subentro e al risarcimento del danno; l’ordinanza non decide tali domande.

Massime di principio

  • Quando le questioni poste a fondamento della domanda cautelare richiedono un approfondimento incompatibile con una decisione sommaria, il giudice può soddisfare l’esigenza cautelare mediante la sollecita fissazione dell’udienza di merito, senza sospendere il provvedimento impugnato.
  • Nelle controversie relative a contratti pubblici già stipulati e in corso di esecuzione, la natura continuativa della prestazione può rendere concretamente possibile l’eventuale subentro dell’impresa ricorrente; tale circostanza deve essere considerata nel bilanciamento degli interessi cautelari.

Come è indicizzato

MaterieProcedura di garaRito appalti e sorte del contrattoTutela cautelare
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
SottomaterieBando e lex specialisPrincipio di equivalenza
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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