Cassazione Penale, Sentenza n. 29122/2023 del 05/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente impugna la condanna per peculato per non aver versato la somma di 146.337,74 euro relativa al PREU, deducendo principalmente (primo motivo) travisamento della prova e omissione nell'assunzione di prova decisiva: sostiene che le sottoscrizioni sugli atti (accordo 20.4.2013, piano di rientro 28.5.2014 e cambiali) siano apocrife e probabilmente apposte dal marito (Passarella Giovanni), amministratore di fatto della società Super Mario Games s.r.l.; chiese quindi acquisizione documentale e perizia calligrafica. Con il secondo motivo reiterava la necessità della perizia calligrafica; con il terzo motivo contestava la configurabilità del peculato con riferimento all'altruità del denaro (PREU).
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio alla Corte di appello affinché, applicando i principi indicati, verifichi l'opportunità di accertare l'autenticità delle sottoscrizioni (perizia calligrafica e/o acquisizione documentale) e riesamini la qualificazione della responsabilità dell'imputata alla luce di tali accertamenti. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza in quanto le Sezioni Unite hanno stabilito che integra peculato l'appropriazione dei proventi del gioco anche per la parte destinata al PREU, in quanto il denaro appartiene alla pubblica amministrazione sin dal momento della riscossione. In sintesi: annullamento con rinvio per vizio probatorio (mancata verifica dell'autenticità delle firme e dedotta confusione tra dolo e colpa sulla partecipazione della ricorrente).
Norme richiamate
La Corte, richiamando la giurisprudenza delle Sezioni Unite, ha interpretato che la condotta del gestore/esercente che si impossessa dei proventi del gioco comprende anche la parte destinata al PREU perché il denaro, una volta riscosso, appartiene alla pubblica amministrazione
Richiamato nei principi sul dolo e sulla responsabilità concorrente: per configurare concorso di persone è necessario provare il contributo volontario e la volontà condivisa rispetto all'evento delittuoso, non può essere supplito dal mero dubbio o da elementi indiziari generici
Sezioni Unite, sentenza n. 6087 del 24/09/2020 (Rubbo)
Giurisprudenza richiamata per affermare che i proventi del gioco destinati al PREU appartengono alla pubblica amministrazione sin dal momento della riscossione e che il concessionario e i soggetti delegati svolgono funzioni di pubblico servizio/di agente contabile
Sezioni Unite, sentenza n. 38343 del 02/04/2014 (Espenhahn)
Richiamata in tema di distinzione tra dolo eventuale e colpa e sul necessario accertamento probatorio della consapevolezza dell'agente: il dubbio non equivale a dolo eventuale, che richiede la prevalenza della consapevolezza rispetto al dubbio
Massime di principio
- La mera posizione formale (es. figura di amministratrice) o la sottoscrizione apparente di atti non è di per sé sufficiente a provare il dolo per peculato: occorre dimostrare la consapevolezza e la volontà di appropriarsi dei proventi.
- Se la parte contesta l'autenticità di firme decisive per la condanna, la perizia calligrafica e l'acquisizione documentale sono strumenti probatori rilevanti che il giudice deve valutare; il rifiuto di tali accertamenti può comportare annullamento per vizio probatorio.
- Nel caso di somme riferibili al PREU, la giurisprudenza delle Sezioni Unite considera quei proventi appartenenti alla pubblica amministrazione dal momento della riscossione: la mancata corresponsione può integrare il peculato, salvo che non manchi prova del dolo dell'imputato.
- Per contestare la responsabilità concorrente è necessario provare il contributo intenzionale dell'imputato al reato comune; la semplice conoscenza o omissione non prova automaticamente il concorso doloso e potrebbe delineare al massimo una responsabilità colposa.
- Il dubbio non vale quale prova del dolo eventuale: il passaggio dal dubbio alla certezza della consapevolezza richiede elementi che escludano ragionevolmente l'ipotesi colposa.
- In giudizi penali con pluralità di attori (es. amministratore formale e amministratore di fatto), il giudice deve compiere una valutazione puntuale dei ruoli e dei comportamenti concreti per distinguere tra responsabilità diretta, concorso doloso, omissione colposa o responsabilità dell'altrui fatto.
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