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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26040/2025 del 16/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in quattro motivi: 1) censura di mancanza e manifesta illogicità della motivazione e di errata applicazione dell'art. 644 c.p. con riferimento al primo fatto di usura (contestata attendibilità dei testi Maggio e Coppola); 2) censura di carenza motivazionale e violazione dell'art. 125 c.p.p. sul secondo fatto di usura (contraddizioni nelle dichiarazioni della parte offesa Manni, tardiva produzione di assegni e presunta errata valutazione del valore aziendale ceduto); 3) doglianza sulla decorrenza del termine di prescrizione per il reato di usura in danno di Manni Danilo (contestazione della data di decorrenza individuata dalla Corte d'appello e richiesta di estinzione per prescrizione); 4) motivazione insufficiente e violazione dell'art. 62-bis c.p. con riferimento al trattamento sanzionatorio e alla mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili per manifesta infondatezza i motivi 1, 2 e 4. Ha invece accolto il terzo motivo: il reato relativo alla quarta operazione a danno di Manni Danilo è stato dichiarato estinto per prescrizione. La Corte ha ritenuto che il termine di prescrizione dovesse decorrere dall'ultima riscossione effettiva, indicata nel dicembre 2003 (data della cessione dell'azienda), e non dalla sentenza civile del 17 maggio 2018; risultando il reato prescritto in aprile 2022, la sentenza di appello è annullata senza rinvio limitatamente a quel reato, con conferma delle statuizioni civili. Per il resto il ricorso è dichiarato inammissibile; si rinvia ad altra sezione della Corte d'Appello di Lecce per la determinazione della pena relativamente alla residua imputazione (confermato l'accertamento di responsabilità per l'altra fattispecie). L'imputato è condannato alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalla parte civile Manni Danilo, liquidate in complessivi euro 3.686 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 644 c.p.

    norma che punisce il reato di usura; applicata in relazione alle operazioni di prestito con tassi usurari contestate all'imputato

  • art. 644-ter c.p.

    definisce il momento di 'riscossione' rilevante per la decorrenza della prescrizione nel reato di usura: pagamento totale o parziale, rinnovazione dei titoli o realizzazione del credito in sede esecutiva

  • art. 158 c.p.

    disciplina la prescrizione; applicata con riguardo al termine prorogato per il reato di usura e al calcolo della decorrenza

  • art. 62-bis c.p.

    regime delle circostanze attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto legittimo il diniego motivandolo con gravità, pluralità dei fatti e spregiudicatezza della condotta

  • art. 125 c.p.p.

    norma sull'obbligo di adeguata motivazione delle decisioni; la Corte ha ritenuto rispettato l'onere motivazionale in primo e secondo grado

  • art. 521 c.p.p.

    norma invocata dal ricorrente per eccepire nullità del procedimento; la Corte non ha accolto l'eccezione

Massime di principio

  • In materia di usura la prescrizione decorre dall'ultima riscossione effettiva (pagamento di capitale o interessi), dalla rinnovazione dei titoli o dalla realizzazione coattiva del credito (esecuzione), non dalla sola pronuncia di una sentenza civile che abbia ad oggetto controversie tra terzi.
  • Le valutazioni sulla credibilità dei testi e sulla coerenza delle dichiarazioni sono soprattutto di merito: la Cassazione le annulla solo se emerge manifesta illogicità o mancanza di motivazione specifica, non per censure generiche.
  • La produzione tardiva di documenti da parte della parte offesa non comporta automaticamente l'inutilizzabilità della prova testimoniale; il giudice deve valutare complessivamente attendibilità, riscontri documentali e spiegazioni fornite.
  • La mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche richiede motivazione, ma è sufficiente che il giudice indichi i parametri rilevanti (es. gravità del fatto, personalità dell'imputato, spregiudicatezza della condotta).
  • L'estinzione del reato per prescrizione non impedisce, di regola, la conferma delle statuizioni civili già pronunciate in merito ai rapporti tra le parti.

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