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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17870/2022 del 04/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Merkaj era stato condannato in primo e secondo grado per il reato previsto dall'art. 368 c.p. (denuncia/dichiarazione mendace) per avere denunciato il presunto smarrimento di un assegno, accusando falsamente Giuseppe Bardeggia di ricettazione. Il ricorrente ha impugnato sostenendo: (i) vizio di motivazione e mancata prova del dolo, poiché la persona offesa avrebbe falsificato la data dell'assegno e detto di non trovarlo, inducendolo a denunciare; (ii) omissione della Corte d'appello nel pronunciarsi sul motivo relativo al diniego della sospensione condizionale della pena da parte del Tribunale di Frosinone.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso perché è intervenuta la prescrizione del reato (termine massimo decorso alla data del 16 giugno 2021). Pur ritenendo che non sussistessero elementi per riconoscere la prova evidente dell'innocenza, la Corte ha osservato che la Corte d'appello aveva omesso di pronunciarsi sul motivo relativo alla sospensione condizionale della pena (secondo motivo), rendendo il ricorso ammissibile. Poiché il reato si era estinto per prescrizione dopo la sentenza di secondo grado, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato.

Norme richiamate

  • art. 368 cod. pen.

    Norma contestata come fattispecie di denuncia mendace; la Corte ha ritenuto che dagli elementi di prova in primo grado emergessero elementi a carico dell'imputato, non essendovi prova evidente dell'innocenza.

  • art. 23, commi 8 e 9, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176

    art. 23, commi 8 e 9, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176

    Norme citate per giustificare la trattazione del procedimento in camera di consiglio con le forme previste (misure emergenziali sulle udienze); valutazione puramente procedurale, non impattante sul merito.

  • art. 7 d.l. 23 luglio 2021, n. 105 e art. 16 d.l. 30 dicembre 2021, n. 228 (conversioni)

    art. 7 del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, convertito dalla legge 16 settembre 2021, n. 126; art. 16 del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, convertito dalla legge 25 febbraio 2022, n. 15

    Richiami alle ulteriori proroghe/convertimenti delle disposizioni emergenziali sulle modalità di trattazione del procedimento; uso attestativo della legittimità della modalità d'udienza.

Massime di principio

  • La prescrizione intervenuta dopo la sentenza di secondo grado estingue il reato e può determinare l'annullamento della sentenza impugnata senza rinvio quando non sussistono elementi di "prova evidente" dell'innocenza che impongano un esito diverso.
  • La Corte di cassazione può rilevare la prescrizione anche se intervenuta dopo la decisione di merito, purché il ricorso sia ammissibile: omissioni motivazionali della corte d'appello (es. mancata pronuncia su specifico motivo) possono rendere ammissibile il ricorso e consentire l'esame sulla prescrizione.
  • L'accertamento dell'inesistenza del reato o della prova evidente dell'innocenza è una soglia elevata: dubbi o elementi che non eliminano la responsabilità non impediscono l'estinzione per prescrizione.
  • Gli organi di merito sono tenuti a esaminare e motivare compiutamente tutte le questioni dedotte dalle parti (per esempio la richiesta di sospensione condizionale della pena); l'omessa pronuncia su questioni rilevanti può costituire vizio che giustifica l'intervento della cassazione.
  • Le disposizioni straordinarie sulle modalità processuali (udienze in camera di consiglio, modalità telematiche) non incidono sulla valutazione di merito o sulla prescrizione, ma devono essere richiamate per legittimare il procedimento nella fase decisoria.

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