Cassazione Penale, Sentenza n. 28228/2022 del 19/07/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Firenze per "mancanza o illogicità della motivazione" e violazione di legge ritenendo eccessiva la pena, soprattutto per l'applicazione dell'aumento per recidiva. I fatti di causa riguardano la detenzione di 2,3 grammi di hashish e lo spaccio (cedute dosi da 2 g e 1,3 g a terzi). In primo grado il Tribunale di Livorno, con rito abbreviato, lo aveva condannato a 1 anno e €2.000 di multa (avendo ritenuto equivalenti le attenuanti generiche all'aumento per recidiva); la Corte territoriale ha confermato la responsabilità e ha inflitto mesi 8 di reclusione e €1.200 di multa, motivando sull'esistenza della recidiva e sulla personalità del ricorrente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendolo manifestamente infondato: ha ritenuto che la Corte territoriale avesse fornito una motivazione ampia e congrua circa la sussistenza dei presupposti per l'applicazione della recidiva (richiamando i molteplici precedenti e la pervicacia del ricorrente). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di €3.000 in favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 23 co. 8 d.l. 137/2020 conv. dalla L. n. 176/2020
Richiamata in relazione alle conclusioni scritte per l'udienza senza discussione orale; indica che le parti hanno presentato conclusioni scritte senza discussione orale conformemente alla normativa emergenziale
art. 16 d.l. 228/21 conv. con modifiche dalla L. 15/22
Norma richiamata a conferma della prosecuzione della procedura sulla base delle disposizioni che hanno prorogato le regole sulle udienze senza discussione orale
Norma che autorizza la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria in caso di ricorso inammissibile, applicata qui per l'irrogazione della somma a favore della cassa delle ammende
Corte Cost. sent. n. 186 del 13/6/2000
Citata in relazione al principio secondo cui non sussiste necessariamente assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità (rilievo collegato alla condanna alle spese/sanzione)
Corte Cost. sent. n. 185 del 2015
Richiamata (unitamente alla giurisprudenza di legittimità) per il principio che l'applicazione dell'aumento di pena per recidiva rientra nella discrezionalità del giudice, il quale è tuttavia tenuto a fornire adeguata e specifica motivazione sull'idoneità della nuova condotta a rivelare maggiore capacità a delinquere
Cassazione, sez. II, n. 50146 del 12/11/2015 (Caruso e altri), Rv.265684
Giurisprudenza richiamata a sostegno del principio che l'applicazione della recidiva è soggetta a valutazione discrezionale del giudice con obbligo di motivazione circa la maggiore pericolosità del reo
Massime di principio
- L'applicazione della recidiva rientra nella sfera discrezionale del giudice: è legittima se la motivazione spiega concretamente perché i precedenti dimostrano una maggiore capacità a delinquere.
- In Cassazione le censure generiche sulla motivazione sono normalmente inammissibili: il ricorrente deve affrontare puntualmente i passaggi motivazionali e indicare specifici vizi logici o di diritto.
- Se la Corte territoriale fornisce argomentazioni ampie e congrue sui precedenti e sulla personalità del condannato, la suprema corte tende a dichiarare inammissibile il ricorso.
- Il ricorso inammissibile può comportare condanna alle spese e l'applicazione della sanzione pecuniaria verso la cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.); va quindi valutato il merito e la concretezza delle censure prima di proporre ricorso.
- Nel caso di reati di modesta entità materiale (piccole quantità di stupefacente) la recidiva può comunque essere applicata se emergono precedenti idonei a dimostrare pervicacia e crescente pericolosità.
- Per ottenere l'annullamento in Cassazione è necessario dimostrare errori di diritto o gravi vizi di motivazione (contraddizioni, omissioni sui fatti decisivi, errata applicazione delle norme), non limitarsi a valutazioni di opportunità sulla pena.
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